Stavolta Alitalia c’è

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Di sicuro questa nuova Alitalia, la terza edizione in meno di dieci anni, ha i suoi problemi strutturali. Ne ha parlato apertamente a Roma James Hogan, il ceo di Etihad, riunendo i vertici dei sei vettori della ‘equity alliance’, le partecipate che hanno consentito alla compagnia mediorientale di crescere molto rapidamente e anche in Europa. Hogan ha promesso nuove iniziative per ridurre i costi e far crescere i ricavi. E Luca di Montezemolo, il presidente, ha rassicurato tutti: il piano industriale è confermato. Ma nel frattempo in pochi mesi la squadra guidata fino a poco fa da Silvano Cassano è quasi riuscita a ricostruire il dialogo con il trade, a farsi vedere e sentire dove prima era il deserto. Ce lo dicono gli agenti di viaggi, che al marchio sono ancora molto legati, che apprezzano l’impegno e perdonano molte debolezze, in attesa che torni a crescere la rete con tutto il prodotto da vendere che adesso non c’è, per un traffico che alla fine va alla concorrenza.

«Una bellissima ventata di novità»Cesare Foà
Cesare Foà Fancy Tour, Napoli
«L’offerta sul nazionale è debole, e anche sul lungo raggio il cliente Millemiglia che chiede un biglietto ha poco da scegliere. Ma la ventata di novità si sente, ed è bellissima»: Cesare Foà, professionista napoletano di lungo corso con la sua Fancy Tour, parla di rotte perdute ma anche di promesse mantenute da questa Alitalia rilanciata con Etihad.
«E ne va dato merito – commenta – alla nuova squadra guidata da Silvano Cassano. La prima promessa mantenuta è la nuova struttura per i gruppi.  Che c’è e funziona, con pre-checkin e carte d’imbarco in anticipo, supporto per tutte le variazioni eventuali. E non è questione di tariffe ma di servizio, che ora c’è e prima era un disastro».
Forse il segno di un dialogo ritrovato?: «Io chiamo solo se c’è un vero problema – nota Foà – se salta una bretella per un cliente business importante che rischia di perdere l’intercontinentale, e adesso finalmente trovo ascolto. Poi da un anno e mezzo con Alitalia si va insieme in visita ai clienti, e non mi sono mai sentito scavalcato. A fine luglio l’incontro congiunto congiunto con noi agenti e i nostri clienti business è stato corretto e molto equilibrato».  Meno brillante la politica tariffaria, «troppe offerte, si vede che devono fare cassa».
Ma in questi mesi difficili «credo Alitalia sia stata la sola compagnia a rimanere vicina alle agenzie, hanno sales sul territorio, ora se ti serve sai con chi parlare». Resta il problema della rete: «Napoli-Linate ce n’è uno l’ora,  ma non ho un Napoli-Malpensa in coincidenza con il volo su Rio».

«Noi non Iata, alleati dimenticati»Silvia Russo, Marina Foccardi Russo e Birilla
Silvia Russo, Viaggi Rallo, Mestre

«Come molte altre agenzie da qualche anno abbiamo rinunciato alla Iata. Ma con il nostro network siamo rimasti forti venditori di trasporto aereo, Alitalia inclusa. Lavoriamo con il gds e facciamo bei volumi. E allora perché Alitalia continua a ignorarci? Non abbiamo un sales che ci parli, non ci invitano neppure agli eventi che fanno qui in città o nella nostra area.  Io faccio gruppi con altre compagnie, ma saremmo molto contenti di collaborare di più con Alitalia. Altri vettori se ne accorgono e ne approfittano, ci curano con attenzione»: protesta Silvia Russo, della storica Viaggi Rallo di Mestre, e conferma il dispiacere di molti colleghi per i tagli alla rete. «Bretelle molto deboli da Venezia, Roma ridimensionata, tutto più difficile». (Nella foto Silvia Russo, Marina Foccardi Russo e Birilla)

«Ora sappiamo a chi rivolgerci, con altri vettori non è così»
Cosimo Dichiera, Viaggi Simonetta, Reggio Calabria

Questa nuova Alitalia piace a Cosimo Dichiera, direttore tecnico della storica Viaggi Simonetta, agente AZ fin dall’apertura, nel 1949. «Rispetto alla gestione Colaninno sono molto migliorati, abbiamo un addetto commerciale che ci segue, esperto della nostra area, conosce tutti e sa tutto. Sappiamo a chi rivolgerci, e con altri vettori non è lo stesso. Piuttosto è una gran seccatura il fatto che abbiano scorporato il bagaglio dalle tariffe, ci complica la vita con il ciente che vuole un prezzo semplice e chiaro, questo non mi sembra un modello percorribile per un vettore Iata». Nulla di nuovo in tema di remunerazione: «Stessi incentivi, e stessi obiettivi inverosimili», mentre i tagli alla rete complicano le cose. «Sono danneggiate le bretelle su Milano e Roma – dice Dichiera – e poi mi chiedo cosa faremo sugli Usa senza l’accordo con Delta e Air France. Buona l’offerta su Oriente e Asia, ma il resto è ancora debole. Peccato perché i nostri clienti sono molto legati al marchio Alitalia, e noi ne sfruttiamo tutti i plus». Quanto ai gruppi «pare che li scoraggino, come tutti i vettori del resto. Certo non ti danno 40 posti alla volta con le migliori tariffe individuali. Meglio le tariffe t.o., ma non le abbiamo sempre».

«Alitalia? ormai si lavora male con tutti i vettori»Paolo Sapori
Paolo Sapori, Saragozza Viaggi, Bologna

Invece è proprio amareggiato Paolo Sapori, titolare di Saragozza Viaggi a Bologna. «Non è solo Alitalia, con tutti i vettori aerei ormai è difficile lavorare, meno ne vendo meglio sto. Con Alitalia ci ho proprio perso del denaro, prima e durante la gestione Colaninno. Così è anche difficile dimenticare che in Italia sono stati i primi a tagliare le commissioni». Trale criticità c’è perfino il programma Millemiglia: «Un cliente che ha i punti  chiede con mesi di anticipo un Tokyo a maggio, mesi dopo gli offrono un posto per novembre. E comunque mai che si trovino due posti insieme con i punti Millemiglia». Poi di nuovo il problema della rete: «Bologna ormai è diventato un  aeroporto di serie B. Per Roma abbiamo solo tre voli al giorno». E quanto al commerciale  «è troppo presto per valutare,  speriamo che i frutti della nuova gestione prima o poi maturino».

«Tutta un’altra cosa la gestione gruppi»
Barbara mezzetti, Frigerio Viaggi, Bologna

«Questa Alitalia ha davvero molto migliorato la gestione dei gruppi – conferma Barbara Mezzetti, Frigerio Viaggi di Bologna – ora abbiamo tempi di risposta corretti, flessibilità e attenzione. Semmai rimangono certi vecchi problemi con il call centre individuali. Noi vendiamo solo leisure e sappiamo risolvere da soli quasi ogni problema. Ma quando serve non sempre troviamo la competenza che servirebbe, ad esempio sulla gestione del bagaglio e altre questioni tecniche. Di buono c’è che sono loro i primi ad ammetterlo. Ci dicono ‘lo sappiamo, ci stiamo lavorando’». Questa Alitalia in più ha saputo crescere in competitività: «Di sicuro hanno buone tariffe – dice Barbara – ma anche un problema di identità. In particolare qui da noi, perché i clienti più che Alitalia ora ci chiedono Etihad, in alternativa. E comunque è un peccato che il taglio di molti internazionali Alitalia ci costringa a dirottare la domanda su altri vettori, ad esempio su Usa e Canada, ma non solo».

«Per noi resta sempre il vettore di bandiera»Emanuela Costanzo
Emanuela Costanzo, Cadmo Viaggi, Genova

«Il rapporto con il trade è molto migliorato rispetto alla gestione Colaninno» conferma Emanuela Costanzo da Cadmo Viaggi, Genova. «Allora i clienti non ne volevano più sapere era diventato tutto molto difficile. Era un gran peccato, perché Alitalia è sempre stata molto amata». Di un amore duro a morire: «Per noi agenti di viaggi è rimasto anche adesso il vettore nazionale – dice Emanuela – ora Alitalia c’è, abbiamo una nuova produttrice molto presente, ti ascoltano e ti senti in famiglia. Un po’ come un tempo, quando Alitalia di speciale aveva proprio il dialogo con la distribuzione, qualcosa che con gli altri vettori non esisteva».
Tuttavia anche visto da Genova il prodotto Alitalia scarseggia: «Qui siamo messi molto male con le bretelle, siamo costretti a servirci di low cost spesso incerte e talvolta anche molto care. Poi sono smarrite molte rotte lungo raggio, è tutto traffico perso o passato ad altri vettori. Ci manca tanto Dakar, che da Roma aveva buone tariffe, mancano anche Caracas e Pechino che andavano bene, e non abbiamo più l’Australia di Alitalia. Poi  le tariffe magari sono anche molto buone, ma con pochissima disponibilità. Ad esempio sulla business sarebbero ottime ma sono molto difficili da prendere, le classi si chiudono troppo in fretta. Alitalia così finisce per lasciare spazio ad atri vettori, molto agguerriti e competitivi».