TROPPE NORME, TROPPO DIVERSE: IL GARANTE LE BOCCIA

Troppe norme, troppi divieti. E troppo diversi da regione e regione L’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) boccia la giungla legislativa che concerne le agenzie di viaggio. Nel bollettino del 20 febbraio scorso è scritto testualmente: “la stratificazione normativa ha comportato l’emersione di una complessa disciplina a livello nazionale e regionale non aderente ai principi di derivazione comunitaria e costituzionale in materia di libertà economica e concorrenza”. E ancora: “Le norme sopra esaminate costituiscono sia una barriera all’accesso degli operatori sul mercato, sia oneri per l’esercizio dell’attività già avviata”.

Fantasia al potere
Il magazine Wired.it, a dimostrazione del groviglio legislativo che soffoca le agenzie italiane, porta qualche esempio. Se nel Lazio chi vuole aprire un’agenzia (sia on che offline) deve depositare una cauzione a garanzia del pagamento delle tasse, in Puglia deve dimostrare di risiedere nella regione, e così pure in Sardegna. Mentre in Sicilia è vietato aprire un’agenzia in un centro commerciale. E così via. In Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia Piemonte, Umbria è previsto un registro o un albo delle agenzie viaggi, mentre in Veneto Emilia, Molise, Toscana e Valle d’Aosta no. Trento lo prevede e Bolzano no. La fantasia si sbizzarrisce anche nelle sanzioni che vanno dalla sospensione dell’autorizzazione fino alla rivalsa sulla cauzione.

Concorrenza ristretta, anche online
Né l’online è al riparo da tutto ciò. Tant’è che il garante gli dedica un paragrafo: “il mercato dell’organizzazione ed intermediazione turistica si sviluppa oggi nel senso dell’immaterialità e delle prestazioni online. In questo senso vincoli quali, ad esempio, gli obblighi di residenza mal si conciliano con le descritte modalità di esercizio. Del resto, come già sopra richiamato, il divieto di esercizio di un’attività economica in più sedi o in più aree geografiche è stato espressamente qualificato come restrizione alla concorrenza non ammissibile ai sensi dei decreti di liberalizzazione della riforma 2011”.

Come da Piano Strategico
E dunque? Dunque l’autorità garante auspica che il legislatore nazionale intervenga sulla materia al fine di affermare con chiarezza il principio della libertà di accesso ed esercizio dell’attività di intermediazione turistica tramite agenzia di viaggio nonché l’eliminazione di vincoli ingiustificati relativi alla figura del direttore tecnico”. E questo peraltro è proprio quanto indicato dal Piano strategico del turismo 2017-2022. Anzi quando fu presentato, nello scorso dicembre nel consiglio dei ministri, il ministro Franceschini lo aveva esplicitamente promesso: “ bisogna rendere e più efficiente, semplice, razionale e rispondente ai fabbisogni il ‘sistema delle regole’ del turismo italiano, definendo le innovazioni necessarie di tipo normativo e regolamentare in modo partecipato con i diversi livelli territoriali coinvolti, anche per ridurre gli oneri burocratici”. (m.p.q.)