I turisti tedeschi, fedeli alla linea: ricavi in agenzia a +6%

Esistono dei riferimenti certi, anche nell’industria del turismo che deve reinventarsi ad ogni stagione. Anticipare se non quando assecondare i gusti o le bizzarrie dei clienti viaggiatori e ridisegnare la mappa delle destinazioni, troppo frequentemente scarabocchiata dalle minacce terroristiche, da estremismi di varia natura ma di eguale idiozia, ma anche da cataclismi naturali.

Tutto questo gli addetti ai lavori della tourism industry lo sanno, così come sanno di poter guardare ad alcuni mercati con la certezza di trovare le risposte auspicate.
Uno di questi mercati, riferimento inossidabile nel panorama europeo e mondiale è la Germania.
I tedeschi amano viaggiare, è risaputo e amano muoversi con anticipo – con largo anticipo -.

Ventata di ottimismo da Berlino
Dall’Itb di Berlino, conclusosi ieri, arrivano i dati a cura di Gfk a sottolineare il concetto.
I ricavi delle agenzie di viaggio per l’estate 2017 sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo del 2016.
E, se si considera che la spesa totale per i viaggi nel 2016 ha raggiunto 86 miliardi di euro e che 59,8 miliardi di questi sono arrivati dalla vendita anticipata, il trade tedesco può godere di sonni davvero tranquilli.

«Molti tedeschi hanno prenotato la loro vacanza principale, tendenzialmente quella estiva, ancora prima del solito – osserva il presidente Drv, Norbert Fiebig -, muovendosi addirittura tra novembre e dicembre. Le destinazioni amate dai nostri connazionali, potrebbero essere “prese d’assalto”, considerate le problematiche su tante altre destinazioni, così le prenotazioni sono state ulteriormente anticipate, al fine di viaggiare secondo i propri criteri e ottenere un prezzo più basso».

Le crisi e gli sviluppi politici in paesi come la Turchia, l’Egitto e la Tunisia hanno spinto i viaggiatori tedeschi a guardare maggiormente all’Europa, preferendo la Spagna, il Portogallo e la Grecia ma anche la Bulgaria se non quando la stessa Germania.

La certezza del turismo organizzato
Tour operator e agenzie di viaggi stanno beneficiando di questa tendenza. «Incontriamo la necessità di una maggiore sicurezza – prosegue Fiebig -. Passare dal turismo organizzato vuol dire dotarsi di una migliore protezione e di un supporto da parte di esperti nel caso di crisi e problematiche. Questo è un importante valore aggiunto, che va di pari passo con la consulenza personale che solo le agenzie di viaggio sanno offrire».

Non è infatti un caso che quasi la metà del transato turistico tedesco – i famosi 86 miliardi di cui sopra –  passi dal turismo organizzato, con gli operatori che hanno portato a casa un revenue di 30,2 miliardi nel 2016 e le agenzie di viaggio sono arrivate a quota 24,5 miliardi.

Stefano Gianuario