«Alitalia non deve fallire, il governo non la abbandoni al mercato»: parola di Domenico Cempella

Alitalia, Minoli intervista Domenico Cempella«Ogni euro fatturato da Alitalia ne produce quattro nell’indotto. La compagnia serve al Paese, ha un effetto positivo sul PIL. Quindi non può né fallire né essere svenduta…occorre che il governo se ne occupi presidiando la cessione, non si può lasciare tutto al mercato, e non la può comprare chiunque»: così Domenico Cempella, classe 1937, amministratore delegato del vettore dal 1996 al 2001. L’unico cresciuto dalla gavetta all’interno della compagnia, e poi l’unico che riuscì a riportarla in utile, progettando l’hub a Malpensa e il merger con KLM, entrambi saltati: il primo per esplicita decisione del governo D’Alema, il secondo di conseguenza.

L’incompetenza che uccide

Giovanni Minoli ha rilanciato stamattina su Radio24 un’intervista raccolta da Cempella su La7 in Faccia a Faccia, che in pochi minuti ripercorre la storia disgraziata del nostro ex e rimpianto vettore di bandiera, sostanzialmente massacrato da una lunga teoria di manager incompetenti calati in un mestiere «estremamente complesso, che di competenza ne chiede molta».

Cempella parla di spese fuori controllo: dal wetlease costosissimo al carburante pagato 68 dollari il barile quando la media di mercato viaggia sui 48, alla manutenzione smantellata, con il suo personale di grande competenza prima formato a caro prezzo e poi mandato a casa, o regalato ad alla concorrenza. E ricorda errori gravi come quello di puntare sul medio raggio mentre ovunque decollava l’alta velocità ferroviaria.

In Europa il processo di aggregazione non è concluso

Ma ancora ci sarebbe di che rilanciare, perché comunque Alitalia è un asset, che con 112 aeromobili trasporta 23 milioni di passeggeri e incassa 3 miliardi di euro l’anno. Sempre che, come appunto suggerisce Cempella, il governo non lasci fare solo al mercato: un partner extraeuropeo resterà al 49%, quindi non può funzionare, «ma in Europa – conclude Cempella incalzato dal bravissimo Minoli – il processo di aggregazione tra i vettori non è ancora concluso». Quindi qualcosa si può fare, per portar fuori dal tunnel uno dei nostri grandi marchi.
Venti minuti di intervista per ricapitolare, capire, e ritrovare un po’ di speranza. Il podcast si scarica e si ascolta QUI.