Business travel e assicurazione sanitaria: rebus da specialisti

assicurazione sanitaria

Flavio Mangia, Europ Assistance

La scelta della assicurazione sanitaria nel business travel, quando non sia predefinita dalla policy delle grandi imprese, è una delle operazioni più complesse nella vendita. Molte agenzie dedicano un addetto specializzato al segmento, in grado di orientarsi e assistere al meglio il cliente.
Anche perché l’acquisto può rivelarsi uno dei più onerosi tra i costi accessori. E poi perché a quanto pare ultimamente sono in fortissimo aumento i casi di italiani in difficoltà all’estero per motivi sanitari, ai quali i consolati e le ambasciate non possono garantire pagamenti per le prestazioni mediche locali.
La scelta dipende da una quantità di fattori diversi, a cominciare dall’assetto medico-sanitario della destinazione, e dagli accordi che il governo locale ha stretto in questo campo con quello italiano. E anche in Europa, dove dal 2004 si può acquistare la TEAM, Tessera Sanitaria Assicurazione Malattia, il costo di un eventuale ticket sanitario può variare molto da Pase a Paese. Ma per capire fino a che punto un’azienda sia tenuta ad assumersi la responsabilità della copertura sanitaria nei confronti del proprio dipendente in viaggio di lavoro ci sono norme precise: anzitutto l’articolo 2087 del Codice Civile, e poi l’articolo 18 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151. Tutti i dettagli sono nell’interessante intervista a Flavio Mangia, Correspondent  Mercato Agents & Brokers di Europ Assistance Italia Spa, pubblicata da Travelforbusiness.it, la nuova community di business travel nata per ‘chi ama scoprire e condividere esperienze del viaggiare per affari’.