USA, in prigione l’adv che dirottava le prenotazioni

Lo staff di All About Travel, dove lavorava la banconista condannata alla prigione

Lo staff di All About Travel,Sioux Falls, South Dakota, l’agenzia vittima del danno

Negli USA chi ruba va in prigione. Ci vanno perfino gli agenti di viaggi che dirottano booking all’impresa di cui sono dipendenti, per trarne vantaggio personale. Per questo il giudice ha comminato a tale Melissa Kaye Sutton addirittura il massimo della pena prevista: 10 anni nel penitenziario statale del South Dakota. Non è bastata l’attenuante che già a febbraio Melissa si fosse dichiarata colpevole, e molto pentita, di aver dirottato le prenotazioni di 39 clienti, per un totale di 250mila dollari, su altre piattaforme di servizi e anche su Toes in the Sand, l’agenzia che stava aprendo in proprio. Sottraendole all’agenzia di Karen Schroedermeier, All About Travel, per la quale stava lavorando a tempo pieno da dipendente. In questo modo All About Travel ha perso circa 25mila dollari in commissioni, conti alla mano.

Ma il giudice non è un pazzo: la sentenza, di forte valore dimostrativo, è stata sospesa con la condizionale, contro l’impegno di Sutton a non ripetere il suo comportamento sleale almeno per i prossimi dieci anni. Ma l’agente infedele dovrà comunque scontare 14 giorni di carcere, poi 90 giorni in un programma work release (che consente di lavorare all’esterno durante la detenzione) e per altri 76 giorni dovrà indossare un braccialetto elettronico. In più le è stato revocato il passaporto, il che di fatto limita la sua libertà professionale, e dovrà restituire le mancate commissioni: prima rata 8mila dollari, e poi 350 dollari al mese fino a copertura del danno.

Lezioni da apprendere

Karen Schroedermeier racconta ai media di settore di aver faticato molto a decidere di denunciare Melissa: «Ho parlato con almeno una trentina di colleghi he avevano subito frodi del genere, e nessuno aveva mai reagito per vie legali». E poi di aver appreso alcune lezioni da tutto questo: «Anzitutto che bisogna rivolgersi alla polizia, e lasciar decidere a loro se ci sia stato un crimine o no. Non c’è nessun bisogno di prendersi un avvocato. Poi ho imparato che bisogna essere proattivi, assicurarsi di essere in regola con i contratti e con le norme, e qui l’avvocato ci vuole, così che quando accada qualcosa del genere abbiamo delle basi solide sulle quali intervenire. Poi ricordare sempre che le persone possono cambiare. Quando è venuta da noi Melissa lavorava già da sei anni nel turismo, e sono sicura che non aveva alcuna intenzione di fare qualcosa del genere. Bisogna essere attenti e sensibili, seguire le persone da vicino ma senza soffocarle, perché un management oppressivo fa scappare gli elementi migliori. Infine so che non avrei mai potuto affrontare tutto questo senza il supporto e l’aiuto dei miei dipendenti, qui tutti pensiamo che il giudice abbia fatto un ottimo lavoro, che servirà dissuadere che abbia in mente di fare qualcosa del genere». Insomma è l’America, è anche questo.