Grecia, al marketing turistico ci pensano le agenzie di viaggio

Fare sistema, lavorare insieme per promuovere i flussi turistici incoming, il tutto sotto il cappello di una regia governativa o per lo meno associativa o istituzionale ma che tenga conto del parere di chi il turismo lo fa in maniera attiva, ovvero le agenzie di viaggio e i tour operator, giusto per citare due realtà protagoniste.
Un nobile proposito che tutti i Paesi a vocazione spiccatamente turistica dovrebbero avere ben chiaro.
E quando le istituzioni fanno orecchie da mercante o sono impegnate su altri fronti, occorre rimboccarsi le maniche e darsi da fare in prima persona.
La pensano così in un Paese del Mediterraneo europeo, meta ambita dai viaggiatori di ogni dove, con un mare mozzafiato e una storia e una cultura millenaria.
Tutto farebbe pensare all’Italia, no?

E invece no.
Si sta parlando della Grecia, dove la federazione delle associazioni elleniche del turismo e delle agenzie di viaggio ha presentato – direttamente al governo -, un piano di marketing e una serie di iniziative per promuovere la Grecia all’estero, soprattutto laddove non è così conosciuta.

Non è un caso infatti che gli agenti non pensino ai mercati habitué, bensì a quelli più lontani e, nel piano presentato, spunta così la proposta di organizzare l’evento internazionale “Settimana del Giappone”, ospitandola ad Atene nel 2019.

O ancora, la firma di un “patto mediterraneo”, coinvolgendo Cipro e Israele o, con ancora maggiore ambizione, Cipro e l’Egitto con l’obiettivo di incentivare i flussi nelle spalle della stagione.
Per chi lavora nel turismo da qualche annetto – e fosse dotato di buona memoria – non c’è da fare troppa fatica nel ricordare i propositi dell’allora ministro Michela Brambilla, quando pensava a una promozione congiunta con i due big player europei come Francia e Spagna.
Che il tutto si sia risolto con un nulla di fatto, è poi un altro discorso.
Invece la Grecia ci crede – o se non altro – ci credono gli agenti di viaggio, i tour operator e ricetti visti ellenici che dopo aver chiuso il 2016 con 27,5 milioni di turisti e aver stimato per il 2017 di superare i 30 milioni, fanno di tutto per cullare una delle voci più importanti della loro economia, che genera entrate di circa 20 miliardi di euro.

Stefano Gianuario