Insolvenza e fallimento: chi si è messo in regola? Rispondete al sondaggio!

Tutte le associazioni di categoria del turismo organizzato stanno lavorando con il Ministero del Turismo – in questi giorni i nuovi incontri – per collaborare al recepimento della direttiva UE 2302/2015, che rivoluziona sostanzialmente la vendita di pacchetti turistici offrendo ai viaggiatori garanzie molto stringenti.

Le imprese lasciate sole

Tra i temi caldi c’è sempre la questione del Fondo di garanzia difesa del consumatore contro insolvenza e fallimento di fornitori e intermediari dei servizi, un anno dopo la chiusura del Fondo Nazionale (legge 115/2015) che ha lasciato le imprese del tutto sole di fronte alla trasformazione della garanzia da pubblica a privata.

Da allora sono entrate sul mercato una decina di formule, strutturate in fondi o semplici polizze, per iniziativa delle associazioni e delle compagnie assicurative. «E tutte – nota Caterina Claudi, da oltre 30 anni specialista di fiscalità per la distribuzione turistica – molto più onerose di prima»

Come hanno reagito le agenzie?

«La materia è molto ostica le agenzie la affrontano con grande fatica. Sappiamo che oltre la metà del totale non ha ancora copertura. Alcune Regioni hanno legiferato, costringendo le loro imprese ad ubbidire alla legge che ha cancellato il Fondo Nazionale. Finora di Liguria, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma è stato un brusco risveglio per tutti: la gran parte degli agenti di viaggio addirittura non sapeva del Fondo Nazionale né si rendeva conto di contribuire con una parte del premio Rc Professionale. Fino ad allora per la copertura si versava automaticamente il 4% del premio della polizza RC: un costo quasi insensibile, e se ne occupavano direttamente le compagnie assicurative».

Ci sarebbero state alternative?

«Abbiamo perso una grande occasione, perché se tutte le sigle associative si fossero coalizzate invece di andare ciascuna per proprio conto, avremmo ottenuto condizioni di gran lunga migliori, un criterio di contribuzione equilibrato e sostenibile per tutti. Invece alla fine hanno vinto solo le assicurazioni, che si sono mosse in fretta e assumendo un rischio molto moderato, perché nel turismo fallimento e insolvenza sono statisticamente rari, mentre ora i premi assicurativi pesano sul bilancio delle agenzie, soprattutto per le numerose microimprese familiari».

In concreto quanto è aumentato il costo della copertura?

«Un esempio: per un’agenzia con un fatturato intorno ai 520mila euro, distribuiti più o meno equamente tra 74ter e intermediato, fino al 2015 il contributo annuale al Fondo di Garanzia Nazionale costava circa 20/22 euro, ossia il 4% calcolato in base a un premio medio di 500 euro l’anno. Dal 2016 il costo annuale della copertura varia, nelle formule più diffuse, tra 500 e 750 euro l’anno. E questo è naturalmente quel che frena di più la scelta di una copertura. Credo che tutti insieme avremmo potuto gestire molto meglio l’aspetto economico della questione».

E ora cosa si può fare?

«C’è bisogno di capire, di contarci – dice Claudi – perché penso che ora nessuna associazione, e neppure il Mibact, abbia idea di come stiano davvero le cose. Credo che nessuno abbia svolto un sondaggio nazionale, dove verosimilmente ora l’adesione a una copertura sia distribuita a macchia di leopardo. Sarebbe utile e molto interessante capire quante agenzie italiane siano ancora prive della copertura di una polizza o di un fondo assicurativo, soprattutto ai fini del dibattito con il Mibact, per difendere il più possibile la distribuzione da altre norme penalizzanti».

Il sondaggio

Per questo vi chiediamo di rispondere al nostro sondaggio: del tutto anonimo, non vi chiediamo chi siete, ma cosa avete deciso di fare quanto alla copertura per insolvenza e fallimento.

Grazie a tutti per la collaborazione!