La Tunisia, bella e serena, da riscoprire subito

 

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Lungomare di Hammamet, la fontana delle sirene

Tunisia. Nel pomeriggio luminoso la gente passeggia con i bambini sul mare di Hammamet, sotto la medina. C’è chi nuota tra gli scogli a caccia di polpi, e sotto la fontana delle sirene azzurre nell’aria che sa di gelsomino coppie di fidanzati si scattano selfie sorridenti, insieme alle ragazze dai lineamenti eleganti, il bel volto incorniciato dall’hijab o la criniera leonina sciolta nella brezza di mare. Li ritrovi tutti al vecchio café sul mare, il Sidi Bou Hadid, sotto la pergola orientaleggiante tra le famiglie di stranieri, a far merenda nella luce del tramonto. Come a Sousse, lungo la spiaggia che risuona di gente e bambini, nei mercati e nei centri commerciali dove la gente fa shopping insieme ai turisti.«Perché in luglio e agosto i nostri uffici pubblici chiudono alle due di pomeriggio, e molti privati verso le quattro. La gente si gode la famiglia, viene a prendere aria al mare»: Mehdi Gasmi, titolare di Italia e Malta alla Direction des Marchés Touristiques dell’ONTT, ci ha spiegato il perché di questo dolce lunedì pomeriggio, dove non si capisce proprio di cosa aver paura. Non lo si capisce neppure tra i vicoli candidi e lindi della medina, dove i bambini giocano in strada, e i vecchi osservano grappoli di ragazzi e ragazze che tornano a casa con i costumi zuppi di mare, tra le botteghe piene di colore e aromi dove si consuma in chiacchiere il rito della trattativa sul prezzo.

Scanner per tutto e tutti

Allora pensi che il Foreign Office britannico – gli inglesi sono già tornati da soli – ha aspettato davvero troppo a cancellare lo sconsiglio sulla Tunisia, che vista da vicino è un luogo sereno, dove solo gli attrezzi della sicurezza ricordano la paura: metal detector sia all’uscita che all’ingresso degli aeroporti, doppio controllo oltre quello del volo. Scanner per tutto e tutti anche all’entrata degli alberghi, dei musei e dei luoghi del turismo, e al Museo del Bardo per vedere la straordinaria raccolta di grandi mosaici romani estratti dai circa 200 siti romani della Tunisia. E tra i vicoli delle medine, nei mercati come all’ingresso di Port El Kantaoui e lungo la banchina fitta di belle barche ormeggiate, drappelli di guardie armate passeggiano discretamente tra gli ospiti.

Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’Ufficio Nazionale del Turismo della Tunisia

Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’Ufficio Nazionale del Turismo della Tunisia

 L’unica Primavera diventata democrazia

«Abbiamo già organizzato alcuni educational» – ci ha detto Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’Ufficio Nazionale del Turismo, incontrato a Tunisi durante il bilaterale del turismo Italia-Tunisia, insieme a Enzo Carella, ad e direttore generale del Ventaglio, che al debutto ha in catalogo il bel Djerba Glolf Resort. «Quando sono qui gli agenti di viaggi ci dicono in Italia circola un’idea della Tunisia tutta sbagliata. Anche i tour operator spariti nel 2015 sanno benissimo come stanno le cose, ma l’Italia rimane il solo mercato ancora bloccato dalla paura. Del resto i media sono stati molto più duri con noi che, ad esempio, con Parigi. Raccontano una Tunisia che non è questa, solida e serena. Ci assimilano alla Libia, ci confondono con il Medio Oriente».Invece la Tunisia, bisogna ripeterlo, è l’unico dei Paesi del Nord Africa transitato dalla propria ‘primavera’ a una vera democrazia, e a un’economia di mercato sospinta da investimenti stranieri in molti settori, nel turismo come nel manifatturiero, dall’abbigliamento ai componenti elettronici, con PIL in progresso dell’1,6% nel 2016. Dove il turismo valeva quasi il 14% del totale, e cresce di oltre un punto quest’anno, anche senza gli italiani.

tunisiaCarella: «Ritrovare una meta che ha fatto la fortuna di molti»

«I tour operator russi – dice Carella – tedeschi, inglesi e francesi sono qui in forze e chiedono alla Tunisia di riposizionarsi su una gamma più alta, oltre la fascia popolare che peraltro continua a funzionare benissimo. I t.o. italiani invece sono fuori, malgrado gli aiuti ricevuti da questa meta che ha fatto la fortuna di molti, restando molto dipendente dal tour operating. Ora la Tunisia ha prezzi assolutamente competitivi, al miglior rapporto con la qualità del prodotto. Djerba è perfetta per le famiglie con la sua spiaggia bianca, hotel 4 e 5 stelle, la thalasso e il golf. Gli italiani vengono da soli con la linea Tunis Air. Ora bisogna che ognuno faccia la propria parte: gli alberghi offrono una protezione senza precedenti, e del resto ci sono molte mete che impongono una vigilanza stretta, dal Kenya a certi Caraibi e non solo. Bisogna che i nostri operatori tornino a impegnarsi seriamente, che parlino ai media, perché bisogna riconoscere gli sforzi dei tuoi partner per costruire il business. Sarebbe un peccato cedere ai competitor stranieri spazi che sarà difficilissimo recuperare. Il Ventaglio è qui per esportare lo stile italiano, con un investimento non banale giocato su marca, controllo del prodotto, valore e identità del format».

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Nei vicoli della medina di Hammamet

«Se torna il turismo

il terrorismo non ha più materia prima»

Così la Tunisia rivuole i suoi italiani. «Perché i russi non possono prendere il vostro posto – dice Chabbani – siamo stati Impero Romano, il nostro dialetto è pieno di parole italiane, nella nostra costituzione uomini e donne hanno pari diritti, siamo alla stessa latitudine della Sicilia. Ora il nostro primo mercato è la Francia, poi russi e tedeschi, gli italiani restano quarti, forse ne avremo 100mila a fine anno contro quasi mezzo milione intorno al 2005. Stiamo recuperando, avremo almento 7,5 milioni di arrivi totali a fine anno, ma senza di voi è diverso».

E il punto è ancora un altro: «Se riprende tutto il nostro turismo torna il lavoro, e il terrorismo perde la sua materia prima umana. La proroga a ottobre dello stato di emergenza ci consente di lavorare ancora sulla sicurezza, di cancellare qualsiasi ombra. Come in Francia, solo che loro sembrano le vittime e noi l’origine del terrorismo. Dobbiamo far capire ai tour operator che qui si vive sereni, nella normalità».

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Il venditore di gelsomini

Dall’archeologia al golf al vino: Tunisia tutto l’anno

Così ora la Tunisia rilancia con forza per l’inverno il richiamo del suo deserto e dell’archeologia ricchissima, un patrimonio magnifico tutto l’anno. È pronta per l’italia una campagna di comunicazione dedicata, si lavora per il ritorno delle crociere e per quello dei charter dall’autunno. «Perché d’inverno qui si viaggia bene al Sud e nel deserto – dice Chaabani – tra Tozeur e Tamerza, Kebily, Douz, sul filo della storia e della bellezza. E si gioca a golf, abbiamo bei campi, per non dire dei nostri produttori di vino, dei circuiti enogastronomici, dei nuovi boutique hotel, dell’agriturismo, della thalasso e del turismo medico, non quello estetico, quello cardiovascolare e salvavita».