Bicicladi: Vieri Cammelli sulla Via della Seta, con la bici pieghevole

Bicicladi, Vieri a Turfan, Xinjiang, Cina

A Turfan, Xinjiang, Cina

Vieri Cammelli pedala per il mondo, ma non è un cicloturista. Nato professionalmente nel turismo, non è neppure un turista. È un viaggiatore curioso, lento, spartano, scanzonato e socievole. Uno che non se la tira mai. Anche al telefono ti cattura quel suo tono pacato di esploratore umano, che ti porta nelle pieghe più nascoste di un mondo in buona parte sconosciuto al grande turismo.

È ripartito pochi giorni fa – verso il Tibet, la Cina più remota e la Via della Seta – e prima di volare a Hong Kong ci ha raccontato la sua storia. Sulla sua pagina FB intitolata Bicicladi ogni giorno è una sorpresa, come un romanzo di viaggio ma tutto vero, in tempo reale.

Classe 1983, milanese, ha festeggiato la laurea in lingue con un lungo viaggio in Argentina. A 23 anni l’ha arruolato MSC Crociere: base a Milano, promotore per Lombardia e Piemonte.

Bicicladi, Vieri ai tempi di MSC Crociere

Commerciale per MSC Crociere

Quanto è stato importante il lavoro?

Fondamentale. Ero un tipo chiuso e mi sono aperto, ho acquistato sicurezza. Ho imparato che le relazioni umane e l’onestà professionale sono la vera base del business, posto che il prodotto valga. Il fumo negli occhi per portare a casa la vendita a tutti i costi fa terra bruciata, solo i rapporti autentici tra le persone fioriscono nel tempo. lo vedi tra le agenzie e i loro clienti. La gente impara che vale la pena di affidarsi a un professionista capace, per viaggiare tranquilli e a conti fatti risparmiare.

Cosa ti ha dato MSC?

Ho avuto la fortuna di vivere la grande crescita della compagnia, una fase molto dinamica, ho conosciuto molti agenti di viaggio, ho stretto relazioni di valore. Ho presentato questo nuovo percorso sulla Via della Seta al Viandante di Franciacorta, stazione di Provaglio nel bresciano, un bel bar aperto da un ex adv. Era pieno di vecchi amici che mi seguono, quasi tutti agenti di viaggi.

Bicicladi, Vieri e la Brompton pieghevole sulla via Francigena

In Vietnam

Perché hai deciso di partire?

Ho lasciato MSC mentre si trasformava in grande multinazionale, perché avevo bisogno di imparare di più, di mettermi in gioco. Per un anno ho collaborato con la rappresentanza di una DMC. E mi è venuta una gran voglia di scoprire il mondo, anche parlando con amici tour operator.

E la Brompton?

È perché io amo la bici ma sono un cicloviaggiatore un po’ alternativo. Non sarei in grado di attraversare continenti interi solo pedalando e campeggiando come fanno i cicloviaggiatori seri, però non mi considero neanche un vacanziere e nemmeno un backpacker. Sono una sorta di ibrido. Scelgo il meglio da attraversare in bici e non sono un supereroe, quindi mi sposto anche in bus e in treno. Mai in aereo, perché mi piace andare lento. Ho una tenda con me che è talvolta il mio riparo, ma molto più spesso alloggio in ostelli. Uso solo mezzi locali di superficie dove la Brompton pieghevole, cambio a 6 marce, è un bagaglio come gli altri. Il mio primo viaggio fu proprio così, alle Cicladi: 64 giorni e 14 isole, spesa totale 2.000 euro. Un aiuto col volo di rientro me lo diede Mediterraneo, TO bresciano del mio amico Alex Bibe. Viaggiavo solo con tenda e smartphone allora; la mia pagina BiCicladi su FB è nata a Santorini, all’inizio mi seguivano amici e parenti, ora siamo oltre 2mila. E quello stesso inverno ho percorso in bici un tratto della Via Francigena in Italia.

Ma tu non sei a caccia di sponsor. Come mai?

Voglio che il mio racconto sia libero, parlo di quel che mi piace e con il mio linguaggio, per ora ce la faccio con fondi miei, risparmi e alle volte lavoro lungo il percorso. Chi vuole aiutarmi può farlo se gli interessa quel che racconto. Come ora fa Metamondo, tour operator di Mestre impegnato sulla Via della Seta, che si è interessato a quello che sto facendo e con cui condivido il materiale fotografico che sto producendo.

Dunque dopo le Cicladi?

 Volevo rientrare nella normalità. Mi aveva assunto un gruppo alberghiero che però mi voleva automunito. Io non volevo spendere migliaia di euro dei miei risparmi per un’auto e così ho cambiato idea. Il 2 giugno del 2016 sono partito da casa diretto in Thailandia via terra. Ho viaggiato dai Balcani all’Estonia e fino in Russia, poi dalla Mongolia in Cina, molto treno e bus. Mi sono fermato due mesi in una guesthouse a Yangshuo lavorando in cambio di vitto e alloggio, poi di nuovo bici e mezzi locali fino in Laos, Vietnam, Cambogia e appunto Thailandia. Sono tornato a casa il primo di aprile di quest’anno, facendo una sorpresa, e sono rimasto quattro mesi.

Bicicladi, il monaco prova la Brompton

Il monaco in Tibet prova la Brompton

Come mai ora la Via della Seta?

È un percorso ancora poco esplorato, territori immensi e sorprendenti, che in alcune aree hanno visto pochissimo turismo. E mi piace l’idea di farlo a ritroso, da Oriente a Occidente, da Hong Kong attraverso la Cina e il Tibet e poi le repubbliche dell’Asia Centrale, fino all’Iran e la Turchia, oppure la Grecia. Vedremo, ci vorranno almeno sei mesi.

Ti alleni molto per pedalare?

Da ragazzino ho fatto nuoto e triathlon, ma la bici è anche una questione mentale, se hai tempo e sei motivato l’allenamento si fa   strada facendo.

Bicicladi, Vieri con Anna Staffelli, sua mamma

Vieri con Anna Staffini, sua mamma

Come ti ha cambiato questa esperienza?

Il vero viaggio è interiore, sempre. Ti fa crescere e ti tempra, con giornate in cui passi dall’entusiasmo feroce al sentirti un idiota. Poi io vado da solo, è difficile trovare un compagno di viaggio, ma ho fatto tanti incontri molto belli che mi hanno accompagnato qua e là. E comunque io non sto fuggendo da qualcosa, ho una bellissima famiglia cui sono molto legato e alla quale devo molto. Ancora non so cosa farò poi, chissà…forse una guesthouse in un bel posto insieme a mia sorella, per ora cerco di vivere il presente al meglio delle mie possibilità. Viaggiare non è la risposta ma ti insegna cosa è importante per star bene. Le necessità sono davvero poche. In tanti mi hanno aperto la loro casa senza conoscermi affatto. Sono stato fortunato. “Buongiorno” e “Grazie” sono le prime – e talvolta uniche – parole che apprendo in una nuova lingua, quando valico un nuovo confine. Non serve molto altro in fondo. Se ti avvicini alla gente con un sorriso e con umiltà ti accorgi che l’uomo è un animale sostanzialmente buono. È questa la memoria grande che porterò sempre con me, quando tutto questo sarà finito. Perché comunque sì, è verso casa che sto viaggiando questa volta.  

Bicicladi, Vieri in Cina