JOBVALET TI TROVA IL LAVORO IDEALE, IN HOTEL

La ricerca di personale qualificato è uno dei problemi più seri per gli albergatori, JobValet nasce per risolverlo: è la piattaforma di recruiting alberghiero creata da un gruppo di esperti, che con l’algoritmo proprietario TalentFit ottiene il matching praticamente perfetto tra candidato e posizione. La piattaforma entra ora anche nelle scuole, grande serbatoio di risorse per l’hotellerie nazionale, grazie all’accordo appena stretto con RE.NA.IA, la rete che rappresenta 150 istituti alberghieri italiani. Di JobValet, mission e obiettivi, ci ha parlato il chairman Mario Cardone, specialista di lungo corso molto noto all’industria italiana e internazionale.

Perché per gli hotel è così difficile cercare personale?

Perché le aziende non hanno strumenti adatti. Per ogni posizione ricevono anche centinaia di curricula, la selezione richiede molto tempo e impegno, con risultati spesso incerti. E più si sale di livello professionale più il problema è impattante per l’azienda. Lo stesso vale per chi cerca lavoro, che spesso non riesce a far valere le proprie capacità, e non arriva neppure a parlare con il selezionatore.

JobValet come affronta il problema?

JobValet è il frutto di un lavoro importante che integra strumenti matematici e competenze specialistiche. Abbiamo mappato 110 posizioni interne all’hotel, per ciascun ruolo abbiamo individuato un set di competenze e doti ideali, in media una trentina, e gli analisti hanno tradotto le variabili in un ranking. Il risultato è TalentFit, l’algoritmo che calcola la percentuale di coincidenza tra le caratteristiche del ruolo e quelle del candidato. Abbiamo reso sistematico e scientifico un processo finora solo soggettivo, fondato su criteri non stringenti.

Valore aggiunto per imprese e candidati?

Ad esempio su 500 curricula ricevuti JobValet estrae i dieci o venti più vicini al candidato ideale: semplice, veloce e affidabile. Ma forse il valore aggiunto più importante di JobValet è nei contenuti, perché ora l’hotel non vende solo camere. Se è vero che l’ospite acquista un’esperienza questa dipende anzitutto dalle persone che lo accolgono. In ogni struttura le singole persone fanno la differenza, e qui JobValet centra un obiettivo strategico. Mentre ai candidati la piattaforma consente individuare gli aspetti tipici del proprio ruolo, e poi di far valere non solo l’esperienza, ma il talento, il merito e le competenze specifiche.

Modello di business?

JobValet è molto user friendly, e totalmente gratuita per chi cerca lavoro. Alle aziende offriamo un pay per use, con formule di abbonamento per chi ha attività di recruiting, ad esempio per gli hotel stagionali che hanno frequente bisogno di personale, e in Italia sono il 60% del totale.

Siete partiti meno di un anno fa, un primo bilancio?

Abbiamo in database oltre 17mila candidati e più di 50 aziende, tra le più importanti dell’hotellerie, da Mandarin Oriental a Rosewood, Hotel Hassler, Armani Hotels, Planetaria, Pellicano, Grand Hotel et de Milan e Bluserena, Best Western.

Come state promuovendo JobValet?

Puntiamo molto sulla formazione, e sulle scuole. Questo il senso dell’intesa di collaborazione tra JobValet e  RE.NA.IA, la rete nazionale che rappresenta 150 istituti alberghieri. A Roma abbiamo presentato JobValet a una platea di 40 presidi di istituti del Lazio, insieme al corpo docente. E continueremo su tutto il territorio nazionale, dove agli istituti di RE.NA.IA sono iscritti circa 27mila ragazzi e ragazze, tutte nuove risorse per il mondo alberghiero, in un Paese dove la disoccupazione giovanile sfiora il 40%.

Pensate di entrare anche sul grande mercato?

Si, l’obiettivo è di internazionalizzare la piattaforma, JobValet è un progetto immaginato e realizzato da italiani, per questo abbiamo scelto l’Italia come mercato di partenza. Ma puntiamo certamente al mercato internazionale.