Balkan Express, chi pagherà?

«Con immenso rammarico siamo costretti a comunicarvi che, per ragioni dovute al nostro fornitore locale, siamo costretti ad annullare la partenza prevista per domani 21 dicembre 2017»: dice così l’email inviata dall’ufficio customer care di Balkan Express ai clienti che per primi rinunceranno alla loro vacanza in Egitto. Nella mail l’operatore afferma di aver tentato “in ogni modo di riproteggere la partenza rivolgendosi anche senza successo ad altre strutture in loco”.
E aggiunge: «Ovviamente provvederemo, ai sensi dell’art. 42 del D.lgs 79/2011, a rimborsare tutti i costi già affrontati per il viaggio, ovvero a riprogrammare nelle medesime condizioni economiche una nuova partenza…». E infine per questo invita tutti a rivolgersi alla propria agenzia di fiducia.
Tuttavia la crisi Balkan Express sembra di quelle serie, fin dalle prime ore: sui social corre l’angoscia degli agenti di viaggi perché a quanto pare sarebbero cancellati con effetto immediato tutti i voli per l’Egitto da Napoli e Bari, forse anche da Bergamo, tra Natale e l’inizio del 2018. Si parla di clienti spediti dagli alberghi in aeroporto a Sharm ieri notte. Il tour operator non risponde al telefono e Igor Asciutto, fondatore e direttore generale, non risponde neppure sul gruppo FB Amici di Balkan Express.

«Perché i clienti dovrebbero prenotare in agenzia invece che in internet – si chiede  giustamente un’agente di viaggi – se poi in questi casi non vengono rimborsati o riprotetti all’istante?». E un altro «Chi rimborserà il danno da perdita del cliente?»

Un caso da fondo di garanzia

«Abbiamo già chiesto informazioni ufficiali all’Enac – spiega il presidente Fiavet Jacopo De Ria – la situazione è in divenire. E comunque siamo a disposizione dei nostri soci con il nostro ufficio legale». Ossia con l’avvocato Federico Lucarelli, al quale abbiamo chiesto indicazioni: «Se il cliente ha prenotato un pacchetto di volo e soggiorno l’agenzia intermediaria non è obbligata a rimborsare – ci dice – dovrà farlo il fondo di garanzia contro insolvenza e fallimento del quale il tour operator, sempre che abbia sede in un Paese della UE, deve essersi dotato come prescrive la norma europea. E lo stesso fondo di garanzia deve prendere in carico il rientro o la riprotezione del cliente in corso di viaggio».

L’indicazione dell’eventuale copertura di un Fondo di Garanzia per insolvenza o fallimento deve essere ben visibile nei contratti di vendita del tour operator, da verificare attentamente.