Così il blogger diventa agente di viaggi

Sebastian Kaatz e Igor Simonow, i fondatori di HolidayPiratesGroup

Il blogger diventa agente di viaggi, anzi online travel agency: succede in grande su un mercato maturo e florido come quello tedesco, e fa tendenza. Accade anche qui in Italia, pur se in dimensioni minime come quella di Human Safari del giovane e brillante Nicolò Balini, peraltro figlio d’arte cresciuto in Adda Viaggi, l’impresa di famiglia.
Tutti condividono un grosso vantaggio: nascono da una community, perché prima di vendere hanno riunito intorno a sé un gruppo di lettori-follower a furia di racconti e video fantasiosi che fanno sognare, e fanno venire voglia di partire. Il che significa soprattutto, per il blogger, un risparmio enorme in pubblicità.

I pirati

Così ad esempio è diventato una vera e propria agency online HolidayPiratesGroup, che in Italia si chiama Piratinviaggio. È il blog fondato nel 2011 a Berlino da Sebastian Kaatz e Igor Simonow. Che invece di spendere in pubbblicità su Google o sulle tv hanno puntato tutto sui social, conquistando in pochi anni qualcosa come 9 milioni di fa su Facebook e 800mila iscritti al loro gruppo su WhatsApp. Che ora comprano pacchetti, voli, hotel e crociere per 362 milioni di euro nel 2017, in progresso del 40% in un anno. Lungo il percorso il modello di business è radicalmente cambiato, come il ceo David Armstrong ha spiegato al magazine tedesco fvw: centrato all’inizio sui ricavi da affiliazione (con pay per click o pay per sale da parte degli inserzionisti) ora HolidayPiratesGroup sviluppa circa metà del fatturato in prenotazioni dirette online originate in Germania, Austria e Svizzera  (ma anche in Francia, Polonia, Olanda, Spagna, UK e Usa) processate dal sistema Traveltainement di Amadeus in combinazione con sito e algoritmi proprietari. Ma a richiamare i clienti sono soprattutto le descrizioni specifiche che di ogni singolo pacchetto o offerta di vacanza offre uno squadrone di oltre 70 redattori, su un totale di 180 addetti dei quali 120 nella base di Berlino. «Siamo divertsi dalle Ota classiche – dice il ceo David Armstrong – perché loro aspettano che i clienti si mettano a cercare il loro viaggio. Noi invece mostriamo loro qualcosa cui non avrebbero affatto pensato per se stessi». Prossimi sviluppi: collegamenti XML con i fornitori, tour operating in proprio.

I guru delle vacanze

Dalla propria base in Nord Westfalia compete direttamente con HolidayPiratesGroup la piattaforma Urlaubsguru, creata anche questa come travel blog da Daniel Marx e Daniel Krahn, proprietà di Uniq Group, che fattura oltre 270 milioni di euro: anche questa dalla scorsa estate con booking su Traveltainement che ora produce quasi il 20% delle vendite totali. I guru invece ora pensano a partnership con fornitori con Trivago, Booking.com o Kayak. Ma già da qualche mese hanno una vera agenzia tradizionale a Unna, la loro città.