Grindr Travel: Millennial gay ad alto potenziale

La sezione Travel di Grindr, top app del mondo gay

Il turismo LGBTQ ha un potenziale di spesa di circa 5mila miliardi di dollari, e 100 miliardi di spesa effettiva solo negli Usa. Le cifra è stratosferica, confrontata ai dati del WTTC che stima per il 2017 un totale di 7,6 migliaia di miliardi di spesa turistica globale, incluso tutto l’indott.o
Ha fatto il conto una delle Travel Survey di Grindr, forse la più affermata app della comunità gay del mondo, lanciata nel 2009 e rapidamente evoluta da sito di incontri in potente strumento di comunicazione culturale e commerciale.
Grindr ha intervistato il Gay People negli Usa in aprile e settembre, per sondare e definire le abitudini di viaggio in particolare dei Millennial LGBTQ. Ed ecco i risultati, che in parte spiegano le cifre.

Un viaggio ogni uno/tre mesi
Perché il 40% dei gay Millennial (americani in questo caso) viaggia almeno una volta ogni tre mesi, il 24% una volta al mese. Nel complesso quasi il 40% pianifica il viaggio in anticipo da uno a tre mesi, mentre il il 35% ci pensa anche 3/6 mesi prima.
Il 54% di tutti gli intervistati possiede un passaporto, e il turismo internazionale è indicato come area di forte interesse. Il 41% degli intervistati ha già viaggiato all’estero, e una percentuale identica conta di farlo a breve. Grindr infine, a conti fatti, stima nel segmento Millennial gay almeno 36 milioni di effettivi viaggiatori internazionali.

Tutti sognano l’Italia
La sorpresa, ma non troppo, è che Grindr segnala l’Italia al primo posto nella top ten delle mete più sognate e amate dai viaggiatori LGBTQ, seguita da Francia, Hawaii, New York, Australia, Gran Bretagna, Grecia, Spagna, Giappone e molto più banalmente Las Vegas.
Nessuna sorpresa quanto alle attività più richieste da questo popolo energico, generalmente colto e festaiolo, che sono vita notturna, cultura locale, sightseeing, musei, attrazioni bizzarre e parchi tematici, e a margine anche birrerie e cantine.

La reputazione prima di tutto
Altri dati, per capire meglio: il 61% degli intervistati da Grindr afferma che la reputazione gay-friendly è importante nella scelta di una destinazione, ma anche di un hotel o di un vettore aereo: in particolare per i Millennial; e se una destinazione ha un sito dedicato al turismo gay aumenta del 75% le proprie possibilità di essere scelta da questa fascia di viaggiatori; il 71% sceglie con molta attenzione alle review di prodotto online, il 22% si affida agli enti del turismo; il 75% si dichiara pazzo per le crociere.
Infine le app di viaggio sono parte concreta della loro esperienza nel corso del viaggio: oltre al metà se ne serve per farsi guidare in luoghi nuovi e strani, e un terzo degli uomini gay utilizza le app di incontri durante il viaggio, due terzi si sposta con Uber o Lyft.