Alpitour si prende Eden: «Un disastro, anzi chissà»

Fantamercato, preoccupazioni e riflessioni a botta calda: le agenzie si interrogano.

“Un disastro. Santo cielo che catastrofe”. Si sentiva dire solo questo a botta calda, dopo il fulmine a ciel sereno che ha gelato la distribuzione un lunedì mattina di primavera: Alpitour si prende Eden, dopo mesi di chiacchiere sugli spagnoli di Barcelò. Si sapeva del riassetto societario di Alpitour, ma nulla era trapelato quanto a Eden. Superato lo sgomento iniziale tra le agenzie abbiamo raccolto riflessioni e fantamercato della prima ora. Ma stavolta nessuno ha voglia di metterci la faccia, su una questione così grande e delicata. Qualcuno preoccupato anche – dichiaratamente – di farsi cattivo sangue con le persone sbagliate. Dunque pensieri in libertà, ipotesi e preoccupazioni. Che riportiamo perché chissà, magari tra un po’ potremo dire «visto? l’avevamo detto».

Che senso ha

➜ Barcelò pigliatutto. Alpitour si prende Eden e gli spagnoli alla fine entrano nel consolidato con quota di controllo. Non sono in pochi a pensarlo, anche perché – si dice – Barcelò non si muove da comprimario. E probabilmente anche la famiglia Filippetti alla fine avrà la propria quota.
➜ Un’operazione finanziaria come molte altre. Forse chi compra ha anche bisogno di alleggerire i carichi fiscali? Peraltro un’operazione che Alpitour realizza con i soldi di TIP, e che richiede l’approvazione dell’authority europea per la concorrenza, della quale tuttavia nessuno dubita.

Chi ci guadagna

➜ I consumatori, dicono alcuni. Perché avranno un tour operator nazionale più competitivo sul mercato globale, con vantaggi di scala e potere contrattuale per superare qualsiasi problema di volumi, qualità, controllo e sicurezza del prodotto. Quindi prezzi migliori e più efficienza.
➜ Nardo Filippetti, che incassa e risolve tutto. Anche quel che non possiamo immaginare.
➜ Le piattaforme online. Soprattutto si avvantaggiano le piattaforme B2B, pronte per servire tutte le agenzie decise a sfuggire alla posizione dominante di un gruppo molto articolato. Che forse manterrà anche una politica commerciale altrettanto articolata. Ma non è dato saperlo, e le alternative non piacciono a nessuno.
➜ I piccoli tour operator che lavorano con la linea. Per motivi analoghi: veloci, competenti molto più di certi call centre, capaci di personalizzare tutto, rapporto con il trade e prodotto per il cliente, curato con massima attenzione. Mai omologato.
➜ Altri marchi internazionali. «Avrà buon gioco TUI, che ha faticato anni per imporsi sul mercato italiano, ora basta che decida di adattare un po’ il prodotto al gusto italiano».

Chi non ci guadagna

➜ I consumatori, secondo altri: perché quando cala la concorrenza i prezzi salgono, il prodotto si appiattisce e perde qualità: «È fatale».
➜ Tutti gli altri operatori che fanno charter. Perché un gruppo da due miliardi di fatturato, per di più con un proprio vettore, farà il bello e il brutto tempo in fatto di capacità e prezzi. 
Gli altri villaggisti: stessi motivi, più seri.
➜ I network che hanno ottimi accordi con Eden e meno con gruppo Alpitour, e vedono a rischio margini e fatturato fin qui assicurati.
➜ Gli agenti di viaggi indipendenti che sono messi come i network di cui sopra. «Eden e Alpi hanno politiche commerciali e mentalità davvero diverse, chissà come andrà a finire».

Battutacce. «E Patané? che ha ordinato quattro macchine nuove per BPA. Che ci farà, le noleggerà al nuovo colosso?»
Gol o autogol? C’è chi usa le metafore del calcio come Nardo Filippetti: «Tutti pensavano a sangria e paella, in zona Cesarini si ribalta tutto e ti ritrovi a bagna cauda e bunet…. Ci vorrà la moviola per capire. Nella speranza di non finire poi a riso cantonese e grappa cinese»n

Così Eden “sarà sempre più forte”

Per amor di cronaca ecco in sintesi la nota di Apitour, che parla di “un accordo strategico” con Eden Viaggi, spiegando che “il tour operator guidato dal Cav. Nardo Filippetti entra a far parte della società torinese” e che l’operazione sarà formalizzata nei prossimi mesi. Alpitour prospetta per il 2019 un fatturato consolidato di circa 2 miliardi, premessa “per competere in modo più efficace con i grandi player del mercato europeo”.
La nota sottolinea che il marchio Eden Viaggi, conosciuto e apprezzato, “manterrà il suo posizionamento e la sua specifica identità sul mercato italiano”, capitalizzando risorse e competenze che Alpitour metterà a disposizione del “per renderlo sempre più forte e attrattivo sul mercato dei viaggi”.
Segue la promessa di “una fitta collaborazione tra le due divisioni incoming”, con un cenno alla strategia di innovazione messa in campo da Gruppo Alpitour anche per facilitare l’integrazione dei brand acquis iti negli ultimi anni. Infine una dichiarazione di “capacità operativa e finanziaria estremamente solida” del gruppo, che assicura la massima efficienza in tutto il mondo “e la miglior esperienza di viaggio alla propria clientela”.Si dice infine orgoglioso Nardo Filippetti, presidente e fondatore di Eden Viaggi, dell’accordo «che consente al marchio di proseguire il suo percorso nel solco della grande tradizione dei tour operator italiani, contribuendo alla costruzione di un grande gruppo europeo”.