Assicurazioni: obbligo di proporre, divieto di vendere, arriva l’IDD

Assicurazioni: obbligo di proporre, divieto di vendere, arriva l'IDD

Giovanni Giussani, i4t; Ernesto Mazzi, presidente Fiavet Lazio; Cesare Altobelli, consigliere Fiavet Lazio; Manuela Terrizzi, I4t.

Arriva la nuova tegola. Se ne parla ancora pochissimo ma la Insurance Distribution Directive è stata varata in Europa a gennaio del 2016, ed entrerà in vigore definitivamente dal primo ottobre prossimo anche in Italia. La nuova Direttiva riguarda tutti coloro che distribuiscono prodotti assicurativi, esplicitamente inclusi agenzie di viaggi e autonoleggi, ai quali impone una formazione specifica per continuare a vendere polizze di valore superiore ai 200 euro e di durata superiore ai 90 giorni. Se ne è parlato a Roma dove Fiavet Lazio ha organizzato uno dei primi incontri informativi sul tema, del quale ha parlato Giovanni Giussani di i4t-Insurance Travel, broker specializzato, al tavolo insieme a Ernesto Mazzi, appena confermato per acclamazione alla guida dell’associazione laziale.

Obiettivo della direttiva, ancora una volta, è la protezione totale del cliente, che dovrà ricevere dall’agenzia un prodotto perfettamente tarato sulle proprie esigenze e un’assistenza professionale sia nella pre che nella post vendita.
Ma per ora ancora poco o nulla si sa della Direttiva, perché non è neppure all’orizzonte un testo di recepimento, al quale dovrà evidentemente pensare il nuovo governo. E l’informazione non arriva neppure dalle compagnie o dai broker: «Vi hanno detto qualcosa i commerciali che vi seguono?» ha chiesto Giussani a una platea sconsolata di agenti concordi sul fatto che no, nessuno finora ha detto nulla. Perché forse anche le compagnie finora danno poco peso al turismo, «che per molte vale una quota relativamente minima del fatturato totale».

Assicurazioni: obbligo di proporre, divieto di vendere, arriva l'IDDPochissime scomode certezze

Eccole dunque le poche certezze uscite dall’incontro di Roma, nel bel palazzo rinascimentale che è sede dell’università informatica Pegaso.

Dal primo ottobre le compagnie inseriranno sui loro portali un sistema di blocco delle vendite per polizze di valore superiore ai 200 euro per tutti gli agenti di viaggi non abilitati.
Le polizze non potranno mai in alcun modo essere più vendute altro che in associazione a un qualsiasi prodotto turistico, quindi associate al relativo contratto.
Per essere abilitati bisognerà seguire un corso di formazione accreditato dall’IVASS, online per un totale di 60 ore «con esame finale molto serio», come ha spiegato Giussani, per un costo intorno ai 350 euro. E comunque sarà possibile iscriversi all’elenco degli intermediari assicurativi solo in qualità di collaboratore di compagnia assicurativa o di broker. Anche in questo caso per le assicurazioni le agenzie dovranno aprire un conto corrente dedicato.

Corto circuito assicurato

Altra certezza, mancando qualsiasi chiarimento dalle compagnie o dalle istituzioni, è l’innesco di alcuni inevitabili corto circuito tra le norme in vigore e quelle in arrivo, segnalati da Giussani.
Per esempio: se la polizza copre un periodo di 95 giorni e il premio è di soli 155,80 euro? e se la copertura rimane entro i 90 giorni il premio può arrivare a 200 euro?
E ancora: se la polizza è facoltativa sul catalogo del tour operator chi la sta vendendo? il tour operator o l’agente di viaggi?
E soprattutto: la direttiva pacchetti chiarisce che l’agenzia ha l’obbligo di proporre la polizza, ma se il premio supera i 200 euro come si può venderla?

Un’altra battaglia per le associazioni

Secondo Giussani l’interlocutore delle associazioni che decideranno di affrontare questa nuova battaglia sarà di nuovo molto probabilmente il Mibact, che già ha seguito tutta l’applicazione della Direttiva Pacchetti. Con il consiglio di segnalare “magari a posteriori” incongruenze e corto circuiti innescati dall’IDD, una volta che metteranno in crisi le vendite.
Intanto però la Direttiva è sovrana, anche questa come quella sui pacchetti supera la norma nazionale e salvo rinvii – si vedranno le scelte del nuovo governo – potrebbe entrare in vigore perfino in assenza di un decreto di recepimento, del quale ugualmente per ora nulla si sa.