Fare l’agente in Canada: dove i vettori aerei pagano ancora il 5%

Inizia con il Canada, e con Gilles Ringwald, la nuova serie di interviste sulle “Agenzie altrove”: parlano i professionisti che le conoscono bene, talvolta gli stessi agenti di viaggi, e raccontano come si vive la professione sugli altri mercati, spesso molto diversi da quello italiano, plasmati da altre culture e modelli di business.

Gilles Ringwald e Tiziana Della Serra

Gilles Ringwald e Tiziana Della Serra

Dunque: se c’è qualcuno che conosce bene le agenzie di viaggi canadesi è Gilles Ringwald, vp commercial di Air Transat, vettore canadese del gruppo Transt A.T., basato a Montreal in linea da 30 anni sull’Italia. Abbiamo incontrato Ringwald a Roma, sul roof della Residenza di Ripetta nella serata organizzata da Tiziana Della Serra, che con la sua Rephouse da 12 anni rappresenta il vettore in Italia. Air Transat è storicamente molto legata alle agenzie di viaggi, alle quali offre ascolto e formazione, e perfino prodotto esclusivo come i nuovi stop over low cost per visitare le città del Canada.

 

Un mondo molto tradizionale

«Il Canada è un mercato particolare – ci ha spiegato Ringwald – ancora molto tradizionale. È uno dei pochissimi del mondo in cui i vettori aerei ancora pagano commissioni, le hanno ridotte solo alle grandi agency online. Le agenzie guadagnano almeno il 5% sulla biglietteria Iata, e tutto transita su BSP come una volta. Però in Canada oltre i GDS c’è una piattaforma parallela affermatissima, Sirev.com, che prenota sia voli che pacchetti. E questo doppio sistema funziona benissimo».
In un Paese in cui poco più di 36 milioni di canadesi possono contare su circa 3mila agenzie, «un numero relativamente stabile nel tempo – dice Ringwald – molto inferiore a quel che avete in Italia». In pratica un’agenzia ogni 12.000 abitanti invece che una ogni 7.500, come qui da noi: la quota per singolo punto vendita è molto più sostanziosa. «In più il Canada è un Paese enorme e poco popolato, così i canadesi sono viaggiatori strutturali, per forza di cose. Ma sono anche molto curiosi, hanno una mentalità europea e adorano le vostre metropoli, Parigi, Roma, tutte. Non c’è famiglia che anche con un budget minimo non parta almeno una settimana l’anno per i Caraibi».

Anche l’ACTA, l’associaizone delle adv canadesi, si promuove con lo slogan della nostra campagna “Senza un agente di viaggi sei da solo!

Si cerca online, ma si compra in agenzia

La differenza fondamentale è un’altra: «I canadesi si informano online, ma poi tutti comprano in agenzia. Sulle piattaforme si acquistano singoli servizi, e neppure sempre. Ma per una vacanza si va in agenzia, senza indecisioni e anche per un weekend, per lunga consuetudine».
Consuetudine che garantisce alla distribuzione un bacino di mercato relativamente costante. In un Paese che nel 2009 aveva perso quasi il 3% del PIL, ma ha ricominciato a crescere già dal 2010 segnando un più 2,3% nel 2017. E dove Visa stimava una spesa in solo turismo internazionale di circa 28 miliardi di dollari canadesi nel 2015, con una proiezione a 31 miliardi nel 2025, più 3% l’anno in media. Ma nel frattempo il Canada deve agli stessi canadesi oltre il 70% del fatturato totale turismo sul territorio nazionale.

40% dell’outgoing in Europa

Con un record per quest’anno di 26.5 milioni di viaggi all’estero, previsto dai ricercatori di Conference Board of Canada. Oltre 16 milioni di canadesi vanno negli Usa, ma l’Europa da sola vale il 40% dell’outgoing, in progresso energico dal 2013 e ora anche d’inverno: in testa il Sud Mediteranneo, e tra le mete la Francia seguita da Italia, Gran Bretagna, Spagna e Germania. Ma pare che stiano decollando anche molte “destinazioni non tradizionali”. Sempre amatissimi i Caraibi, soprattutto latini, e la capacità sui voli per Oceania e Asia è cresciuta del 74% dal 2014 a ora.

La formazione che sfida le olta

«Certo anche le agenzie canadesi soffrono la concorrenza delle grandi piattaforme. Ma un cliente esperto come quello canadese le aiuta ad affrontarla. Perché pretende tanta informazione, è affamato di cultura e ispirazione, spesso ne sa più del suo agente di viaggi. E così lo costringe a tenersi sempre aggiornato, a studiare di continuo senza distrazioni. Il che naturalmente fa bene a tutto il mercato».

Marlin Travel è un altro marchio retail del gruppo Transat

Marlin Travel è un altro marchio retail del gruppo Transat

500 negozi del gruppo Transat

Questo lo sanno bene da Transat, uno dei maggiori gruppi a integrazione verticale del Nord America, quotato a Toronto dal 1987 con quasi 3 miliardi di fatturato nel 2016 (in dollari canadesi). E possiede il maggior tour operator della regione, il gruppo alberghiero (5mila camere acquisite nei Caraibi in 5 anni), alcune DMC nelle mete di punta. E anche circa 500 punti vendita dettaglianti – un sesto del totale in Canada – con diversi marchi: la maggiore rete proprietaria del Canada.
E naturalmente il vettore aereo: «Siamo il vettore delle vacanze – spiega Ringwald – concentrati sul leisure e suo voli point to point. Andiamo a prenderci i passeggeri fin sotto casa». Come in Italia, dove: in alta stagione e fino a fine ottobre Air Transat opera fino a 17 frequenze la settimana per Montreal e Toronto da Roma, Venezia e Lamezia Terme, tutti intercontinentali non stop con gli Airbus A310 e A330. Quest’anno con le nuove through fares via Toronto e Montreal verso Quebec City, Calgary, Vancouver.