“EMERGENZA TURISMO”: L’8 MARZO A ROMA I PULLMAN CHIAMANO A RACCOLTA LA FILIERA

Maurizio Lo Presti, a destra, con un collega alla protesta del 20 dicembre 2018, con il cesto di chiavi dei pullman simbolicamente messi in vendita.

Maurizio Lo Presti, a destra, insieme a un collega alla protesta del 20 dicembre 2018, con il cesto di chiavi dei pullman simbolicamente messi in vendita.

Maurizio Lo Presti è stato uno dei più energici animatori della protesta dei pullman turistici che il 20 dicembre del 2018 hanno riempito Piazza Venezia, contro il nuovo piano di circolazione varato a Roma dall’amministrazione Raggi.

E adesso Lo Presti, tour operator e noleggiatore con i suoi marchi Asiarca e Alfatour, è di nuovo in campo. Però stavolta chiama a raccolta l’intera filiera del turismo, a Roma in un incontro che l’8 marzo  mette tutti in guardia contro questa nuova “Emergenza Turismo”. «Sono convinto – ci dice – che da soli non otterremo niente. Soltanto insieme si può combattere questa catastrofe che sta massacrando un comparto fondamentale per l’economia di Roma e di tutto il Paese».

Appuntamento per tutti alle 16,30 di venerdì 8 marzo all’Hotel Mercure Loenardi da Vinci, a Fiumicino, ci si registra per partecipare su infoviaggi@asisrca.it.

Perché il piano pulman turistici è un problema di tutto il Paese?

Perché tutti ma proprio tutti i Comuni, dalla grande città al borgo, ora hanno deciso di fare cassa con i pullman turistici. Stanno creando tutti zone ZTL sempre più estese, con tariffe sempre più alte di parcheggio. A Roma è un disastro, con parcheggi pieni di immondizia, invasi dalle auto, privi  di servizi igienici. E a caro prezzo per le nostre imprese già soffocate da balzelli feudali. A Parigi arrivi fin sotto la Tour Eiffel, hai parcheggi riservati con servizi per autisti e passegeri. I nostri concorrenti europei così diventano sempre più forti. Ma dalla Sindaca non abbiamo avuto alcun ascolto.

E a Roma il nuovo regolamento pullman  quali danni fa?

Anzitutto non ci consente di programmare. Nella zona C entrano solo 30 pullman al giorno, a carissimo prezzo. E a condizione che vadano in hotel con oltre 40 stanze, e che abbiano i bagagli a bordo. Chi si prenota per primo paga e entra. Ma se tu piccolo imprenditore chiedi una data, anche con molto anticipo, scopri che i grandi gruppi si sono già spartiti tutti e 30 i permessi. Non possiamo  fare un preventivo. Sarà la fine delle piccole imprese che sono da sempre la forza del nostro incoming. Con danni gravissimi per un enorme indotto, dalla ristorazione al commercio ai musei, tutti. Perfino ALVA, l’associazione dei laboratori alimentari di vicinato, ha perso il 35% di fatturato da gennaio.

Ivana Jelinic, presidente Fiavet Nazionale: «Farò di tutto per esserci l’8 marzo. Fiavet è un interlocutore a 360 gradi per tutte le categorie del turismo, siamo tutti nella stessa barca. Il problema è serissimo, all’estero si è trovato l’equilibrio, bisognerà trovarlo anche da noi. Siamo con Lo Presti e i suoi colleghi»

Cosa chiedete di preciso all’amministrazione Raggi?

«Portare i passeggeri fino a destinazione e il transito consentito per uscire dall’area C.  E poi parcheggi decenti in cui sostare prima di tornare a prenderli, a un costo ragionevole. Mentre ora ti mandano in un punto di stallo dove puoi restare al massimo 3 ore, sono pochissimi e sempre pieni. In più gli stalli da 15 minuti sono regolarmente occupati dalle auto.  E non ci venissero a dire che in alternativa c’è un trasporto pubblico fatiscente come quello di Roma. L’altra grande idea del Comune è la concentrazione dei pullman sul Lungotevere, già intasato del suo: da aprile con l’alta stagione sarà un disastro. E comunque in centro viaggiano sempre i Gran Turismo e gli Open Bus, più inquinanti di tutti.

Secondo voi a cosa punta questa strategia?

A selezionare il turismo, favorendo il lusso contro la gamma media, le grandi imprese contro le piccole. Sbagliatissimo, perché il lusso non potrà mai compensare la perdita economica inflitta al resto del mercato. E i grandi gruppi stranieri faranno ancora più utili con il nostro prodotto, proprio in questa fase di debolezza economica del Paese.

Obiettivi per l’8 di marzo?

Riunire la filiera del Turismo per dialogare su questo problema nazionale, che rende l’offerta italiana non competitiva. Non siamo e non vogliamo essere in alcun modo politicamente connotati. Siamo imprenditori in lotta per il futuro del turismo in Italia e per quello delle proprie aziende. L’incontro dell’8 di marzo servirà a conoscerci e a contarci, vogliamo coinvolgere tutta la filiera. Che significa anche agenzie di viaggi e tour operator, le guide autorizzate, i ristoratori, gli NCC, i commercianti. Il presidente Fiavet Ivana Jelinic si è detta del tutto solidale con la nostra battaglia, speriamo di vederla. Avremo tutti un quarto d’ora per dire la nostra.

Le guide regolari insieme ai noleggaitori di pullman alla protesta del 20 dicembre 2018