Dante Colitta: «C’è un futuro di successo, per le agenzie che lo vorranno»

Il cda di Geo spa, con l’amministratore delegato Luca Caraffini, ha affidato a Dante Colitta la direzione generale della rete della quale è stato cofondatore, e finora era direttore commerciale.

Soddisfatto?

Molto. Anche se la leadership te la riconoscono gli altri, non è un biglietto da visita. Se arriva il biglietto da visita vuol dire che hai messo d’accordo tutti e che le cose stanno andando bene. Sono fiero di quel che ho fatto finora e di come l’ho fatto senza mai salire di tono, restando me stesso, e soprattutto del fatto  che questo sia stato riconosciuto dalle grandi aziende e dai grandi manager che siedono nel nostro cda. Contento si, ma più che mai concentrato su quel che dobbiamo fare.

Il ruolo non esisteva prima, perché ora è necessario?

Nel 2011 gestivamo 400 milioni di fatturato con 900 agenzie, chiuderemo il 2019 a 900 milioni con 1.600 agenzie. L’ingresso di Eden ha mutato le priorità interne, ci sono altri milioni di fatturato da gestire e altri brand sui quali formare la rete. Alcune competenze che nel 2011 non servivano ora sono maturate, e devono sviluppare tutto il loro potenziale. Insomma c’è tantissimo lavoro da fare che impone efficienza e velocità. Il nuovo ruolo contiene un’autonomia che non avevo, si riducono i tempi di intervento e cresce l’efficienza. In realtà il ruolo ufficializza quello che già in parte svolgevo, trasversale e su più fronti. Ma soprattutto riconosce l’evoluzione già in atto nella squadra, senza la quale non esiste né impresa né leadership. E noi abbiamo abbiamo sicuramente una delle migliori squadre di tutta l’industria, che ha bisogno di autonomia per dare le risposte giuste ad azionisti, agenzie e fornitori.

Tanto lavoro da fare: in quale direzione?

Io sono sempre tra le agenzie, il mio upgrading conferma la centralità della distrbuzione, e dei suoi guadagni, nei progetti nostri e degli azionisti. Contiamo su grandi brand che ci facilitano molto verso gli obiettivi, ma bisogna crederci, superare ogni disagio di fronte alla sfida dell’evoluzione. Perchè viviamo anni fondamentali, che preparano per chi li affronta al meglio un futuro solido. Quindi insistiamo sul digitale, che vuol dire far entrare nella routine di lavoro tecniche e tecnologia evoluta del customer care e del marketing, il CRM, la gestione dei social media, tutto attualissimo e indispensabile in un mestiere interdisciplinare come quello dell’agente di viaggi, anzitutto per capire i veri bisogni dei clienti. Si parla di investimenti, non di costi, perché bisogna riprendere mercato al web, alle olta, ai clienti che vanno online, rendere le agenzie sempre meno vulnerabili e pronte per accogliere i clienti nuovi che arriveranno. Ne abbiamo parlato molto a maggio nell’ultima convention in Sardegna.

E poi cosa altro?

Ora vogliamo continuare a crescere nei numeri ma anche in chiave qualitativa, con progetti di affiliazione mirata per agenzie che sposano la nostra politica. Vogliamo agenzie che ci sfruttino sempre di più, non agenzie clienti legate al mero vantaggio commissionale. Un gruppo affiatato e coeso su un percorso veramente condiviso, certo di essere nella rete giusta. Poi c’è da snellire tutta la nuova burocrazia che affanna le agenzie, dalla privacy alla fatturazione elettronica, al fondo di garanzia a tutto il resto. Insomma si, tantissimo da fare.

Resterai basato a Roma?

Si, ma poi sono sempre in giro. Non perderò mai il contatto con la rete e con le agenzie che è sempre stato la nostra forza, e lo sarà sempre di più. Oltre tutti gli eventi: 720 agenti in Sardegna nella convention di maggio, gli eventi Gold a Palma e su Costa Crociere fra marzo e aprile, e 18 tappe di roadshow da novembre scorso a gennaio. Abbiamo anche 11 agenti sul territorio che ascoltano costantemente le agenzie. Perché se non hai contatto con la base non hai futuro.

Come ti hanno cambiato questi anni con i nuovi azionisti?

Io avevo competenza capillare nella distribuzione, meno sul campo di tour operator. In otto anni con Alpitour e Costa ho vissuto il passaggio da network di servizi a rete evoluta, e soprattutto ho una visione d’insieme che prima mi mancava.

Come immagini il futuro delle agenzie?

Molto roseo per chi saprà dotarsi degli strumenti giusti, ci sono grandi opportunità per chi saprà fare il salto che noi offriamo. Se ci riuscremo, se tutti i nostri sapranno sfruttare a fondo i nuovi strumenti, vinceremo davvero giocando sulla grande differenza che c’è tra noi e internet. Basta un sorriso, per cominciare: solo gli esseri umani sanno sorridere.