#Advunite: le riflessioni della distribuzione dopo Thomas Cook

Cesare Foà«Per denunciare il prosperare dell’illegalità e superare le criticità bisogna avere il coraggio di agire insieme». Cesare Foà, titolare di Fancy Tour e fondatore della nuova associazione di agenzie #advunite, apre con queste parole la tavola rotonda di venerdì a Roma, organizzata in occasione della giornata mondiale del turismo per discutere con operatori e associazioni possibili soluzioni e un programma di azioni condivise per il rilancio del settore.

Un settore che, seguendo gli interventi che si sono succeduti e che hanno fatto riferimento, in maniera trasversale, al fallimento di Thomas Cook e all’inevitabile effetto domino, appare attraversato da grandi trasformazioni, assediato da un abusivismo crescente e da una competizione sempre più serrata e, spesso, asimmetrica con gli operatori stranieri, ma anche messo alla prova da obblighi di legge e costi elevati per rispettarli.

«Dobbiamo andare a parlare con le istituzioni – propone con piglio deciso Foà -, creare un documento e portarlo sui tavoli giusti, ma non possiamo farlo con una sola sigla, dobbiamo essere tutti insieme».

Il fallimento di Thomas Cook  e il numero crescente di serrande abbassate dagli agenti di viaggio negli ultimi anni impongono una seria riflessione.

Fulvio Avataneo, presidente Aiav, usa una previsione funesta per aprire il suo intervento: «Il nostro mercato non può sostenere più di 5.500. Questo significa che, nei prossimi anni, vedremo morire altri punti vendita e questo è un dato di fatto». Diversi sono i fattori che provocheranno quello che, per Avataneo, è un finale già scritto. «L’abusivismo, che non riusciamo in nessun modo ad arrestare, ma anche il fatto che non riusciamo a fare lobbying, perché ognuno ha la sua visione ed è impossibile trovare un’intesa”.

Interviene nel merito anche Cesare Altobelli, consigliere di Fiavet Lazio, in prima linea nella lotta all’abusivismo sul territorio.  «Dobbiamo creare una proposta legislativa ed essere noi a dire alle istituzioni cosa ci serve per esercitare nella legalità».

In un contesto in cui, ormai, «i margini si sono assottigliati e il mercato è in mano a oligopolisti – tratteggia Aldo Bevilaqua, segretario generale di Aidit -, la competizione con chi non ha sede in Italia e non deve rispettare tutte le nostre norme è sempre più agguerrita». Secondo Bevilacqua, sono i clienti stessi a dover avere in mano gli strumenti per scegliere l’agenzia da cui comprare, come Infotrav, «un sistema valido ma che va aggiornato, inserendo anche informazioni su associazioni e fondo di garanzia».