Contro l’abusivismo c’è una ricetta napoletana

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Contro l’abusivismo si può anche vincere, con un lavoro tenace e assolutamente legale, come soltanto può fare chi nella legalità vive e lavora.

spinosa con vestito blu elettrico“Il mio parroco si è tolto il vizio”, annuncia come primo risultato Francesco Spinosa, titolare della napoletana Scoop Travel ed energico animatore della guerra, coraggiosa e scientificamente organizzata, contro tutti coloro che operano “senza licenza, senza assicurazione, senza rispettare le più elementari forme di sicurezza… e sempre senza emettere fatture o ricevute fiscali”. Si parla di quasi 40 mila sedicenti operatori in tutta Italia, capaci di sviluppare un giro d’affari che secondo le stime raccolte da Spinosa sottrae al fisco qualcosa come un miliardo di euro l’anno.

Intorno a Scoop Travel si sono coalizzate fin qui una dozzina di imprese campane, che su Facebook hanno la pagina intitolata “Agenzie di viaggi vs abusivi”: vera e propria associazione della quale è presidente e fondatore Vittorio Ascolese, titolare di Sole Giallo Mare Blu. Avviata nel 2014 l’operazione comincia a dare frutti, e nel frattempo offre un modello di azione ai colleghi delle altre Regioni, «perché questo tipo di guerra – dice Spinosa – si combatte e si vince sul proprio territorio».

Ma il parroco cosa vendeva? «Di tutto, dai 15 giorni in India a 2.850 euro a un Londra e Parigi di 12 giorni a 1.400 euro, Medjugorje a 420 euro e Lourdes in aereo a 720 euro, tutto sensibilmente al di sopra delle nostre quotazioni, e naturalmente al nero. E ora ha smesso, finalmente».

Come siete riusciti a fermarlo? «Il meccanismo è semplice. Prima di tutto denunciamo l’attività abusiva alle autorità competenti: Procura della Repubblica, Guardia di Finanza, Pubblica Sicurezza, Polizia Municipale, Agenzia delle Entrate, naturalmente la Regione e il Ministero del Lavoro perché l’evasione riguarda anche loro. Poi chiediamo l’intervento della forza pubblica, che come si sa, spesso resta molto tiepida, anche perché non conosce il Codice del Turismo. Per farli muovere allora sfoderiamo le nostre denunce, spiegando che il mancato intervento configura l’omissione di atti di ufficio. Quasi sempre funziona».

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E come vi spiegate con i clienti degli abusivi? «Andiamo alla partenza dei pullman, di mattina presto, a Piazza Garibaldi come a Medaglie d’Oro, al Vomero, nel luoghi dai cui partono tutti, anche gli operatori in regola. Un gruppo di sei o sette ragazzi con le nostre magliette augura a tutti i passeggeri buon viaggio, mentre mostra lo striscione che denuncia l’abusivo, e poi distribuisce volantini in cui si spiega che l’organizzatore del viaggio evade le tasse, e che non garantisce i diritti e la sicurezza dei viaggiatori. Praticamente un flashmob, e abbiamo anche il nostro adesivo che va sulle fiancate del pullman. A volte organizziamo piccole manifestazioni di fronte alle chiese dove si vendono viaggi ai fedeli».

Come agisce in concreto l’abusivismo? «Abbiamo fatto perfino un’incursione sul modello delle Iene: con la videocamera nascosta abbiamo ripreso la signora che raccoglieva le prenotazioni. La quale serenamente non ci ha dato alcuna ricevuta dell’acconto – “tanto ci ricordiamo tutti” ha detto – garantendo che il pullman era assicurato, come pure il traghetto e l’hotel, e che tutto questo forniva ai clienti una copertura assicurativa completa. Poi la vendita abusiva sfrutta sempre il passaparola tra persone di fiducia, come il parente, gli amici e appunto il parroco, ai quali i clienti in buona fede si affidano. Sono spesso presidenti di false associazioni non profit, oltre ai parroci anche semplici cittadini privati che affiggono i loro volantini nelle bacheche degli esercizi commerciali o dei condomini, e anche per strada. E l’offerta è vastissima, gli abusivi ultimamente ci tolgono molte vendite sul termalismo, che qui va forte, e c’è perfino chi organizza trasferte in pullman per portare la gente nelle platee dei reality in diretta e delle serie TV più note, tutto abusivo e con presumibili connivenze con le stesse produzioni».

 Come pensate di vincere la guerra? «Sul lungo periodo la vinceremo screditando questa gente che carpisce la fiducia delle persone, e anche informando correttamente i clienti quanto ai rischi che corrono viaggiando con organizzazioni che li derubano due volte: con tariffe più alte, privandoli di coperture obbligatorie, e con l’evasione fiscale che colpisce tutti, a cominciare da loro».

 Ai colleghi cosa consigliate? «Facciamo più che consigliare: forniamo i modelli precompilati delle lettere per le denunce alle autorità competenti, e contro un piccolo contributo spese annuale forniamo adesivi, volantini e altro materiale, li assistiamo con informazioni e consigli e suggerimenti sulla tattica di guerra. Se saremo compatti potremo farcela ovunque».