Alitalia, una storia d’amore

Barbie-likes-Alitalia-2

Barbie indossa le divise storiche di Alitalia

Di Alitalia gli agenti di viaggio parlano con passione, come di un’antica fidanzata che ha tradito, inutilmente amata. L’aspettativa per il nuovo corso è forte, alimentata dal rimpianto per quel che l’ex vettore di bandiera è stato un tempo, dalla voglia di ritrovare quell’Alitalia qui e ora ma al passo con la storia. Per placare la rabbia di un declino del quale le agenzie vedono cause esterne, ma soprattutto interne, come l’assuefazione al vecchio status di monopolio che ha prodotto burocrazia e sprechi. Cautamente fiducioso, il trade si aspetta che Etihad e il nuovo management spazzino via inefficienza e zavorra, puntando davvero sulle agenzie – come ha promesso Ariodante Valeri, il direttore commerciale – pronte a restituire a questa ennesima Alitalia i clienti persi, forse molti di più.

“I concorrenti hanno puntato su di noi”

«Alitalia con le agenzie c’è sempre stata poco» dice Andrea Mereghetti, Dreams Team di Novara, specialista di top tailor made. «Invece i concorrenti, asiatici in testa, ci sono stati vicini anche con over su volumi realistici. Peccato, perché il cliente se può sceglie Alitalia, e anche perché la classe Magnifica lo è sul serio, vero made in Italy». Piace a Mereghetti la promessa sul prodotto: «Bene i nuovi intercontinentali. Ma al business travel serve Malpensa, per non regalare traffico a Lufthansa o ad altri. Forse ora è più chiaro che noi agenzie possiamo davvero fare la differenza. Anche perché le carte di credito in Italia hanno 1.500 euro di plafond medio, che sul web vanno poco lontano».

“Millemiglia, un’arma inutilizzata”

Pensa molto positivo Klaus Polzella, da Ezio Capponcini Viaggi di Roma: «La cultura industriale di Etihad promette un salto di qualità, investimenti e prodotto, e il ritorno nelle agenzie, che evidentemente contano molto. Piuttosto Alitalia deve capitalizzare tutti i suoi plus per recuperare la perdita di traffico, che ultimamente qui da noi è stata massiccia». Perché i plus contano molto, nel tempo in cui tutto diventa extra: «Bagaglio in stiva quasi sempre incluso – elenca Klaus – tariffe aggressive, assistenza ottima sia al cliente che a noi…e io non vendo chi non mi assiste. Poi un’arma potente come Millemiglia pochissimo utilizzata, proprio mentre tutti vanno pazzi per “i punti”. Basterebbe qualche buona offerta solo per i soci». E alle agenzie? «Over sui volumi, per ripartire davvero insieme».

“Ci vorrà del tempo”

spinosa con vestito blu elettricoÈ ancora arrabbiato Francesco Spinosa, Scoop Travel di Napoli: «Nell’ultima Alitalia hanno pensato che tagliare le commissioni al trade, invece di chiederci aiuto, risolvesse tutti i problemi. Che invece erano burocrazia, rigidezza, poca comunicazione interna, arretratezza e personale impreparato. Il mondo è cambiato e loro non se ne sono accorti, hanno perso il trade e poi non hanno sfruttato il web. Invece hanno mantenuto privilegi e sprechi con i quali dovranno di sicuro combattere ancora a lungo. Stiamo a vedere, intanto vendiamo solo se il cliente insiste, e se possiamo spieghiamo che c’è anche altro, per volare».

“Basta guerra tra poveri”

«Aspettiamo i fatti» dice amareggiato Antonio Alberti, titolare della storica Hello Travel di Roma, noto per aver citato la prima Alitalia, nel 2000, accusata di scarsa trasparenza nella distribuzione delle over. «L’antitrust – ricorda Alberti – qualche milione di multa glielo fece pagare», E ora? «Ora servirebbe una contrattualistica che restituisca omogeneità al mercato. Perché la fee selvaggia confonde il cliente, e scatena tra le agenzie una guerra di poveri. Per tutto il resto lo ripeto, voglio vedere i fatti, contiamo sulla cultura mediorientale, che investe e chiede efficienza».

“Non costringeteci a scegliere”

«Da sempre badiamo più al cliente che al guadagno, ma ora sempre più spesso siamo costretti a scelte dettate da motivi puramente economici»: parla Enrico Scaramuzzi, titolare della storica Scaramuzzi di Biella, TMC in terra di prestigiosi lanifici. «Bisogna che Alitalia torni a pagare dignitosamente – continua – e il commerciale dovrà farsi vedere in questa piccola città decentrata, dove le imprese hanno delocalizzato mercato e produzione, vogliono lungo raggio ma l’hub di Roma è psicologicamente improponibile. Poi Millemiglia ha arginato le perdite, ma non ce la fa più contro una concorrenza che ti preleva a casa in limousine. E speriamo che questa Alitalia sappia valutare agenzie, casi e clienti, perché se ci si sceglie il percorso di fa in due, con fiducia reciproca». E non solo per lealtà, dice Scaramuzzi: «Ma perché molti clienti stanchi del web e tornano da noi, che li ascoltiamo anche il 24 e il 31 dicembre sera».

“Finalmente si parla di parity rate”

gianluca ManuzziGianluca Manuzzi, della storica agenzia e TMC di Cesena (che è anche Lufthansa City Center) con Alitalia tratta di persona nel comitato direttivo di Welcome Travel Group: «Dopo mesi molto difficili – racconta – ora sono fiducioso. Alitalia avrà bisogno di noi, e forse hanno poco da scegliere. Per la prima volta hanno perfino accennato pubblicamente a un’ipotesi di parity rate, per non spiazzare più la distribuzione tradizionale con le offerte multicanale, sul web o nel direct merketing». E non è un caso, dice Manuzzi: «Molti clienti tornano in agenzia, per trovare consulenza di valore, presenza, trasparenza. In situazioni non paragonabili la professionalità vince sempre”. Quanto al prodotto Manuzzi chiede attenzione al nazionale, anche per non togliere avvicinamenti efficaci al business travel.

“Tagliare sprechi, non posti di lavoro”

«Mi aspetto qualità, regole tariffarie e scelte commerciali chiare: se la distribuzione è importante perché svantaggiarla rispetto al web?». Pino Cribari, titolare della romana Due Pini Viaggi, ad Alitalia chiede anche prodotto: «Perché non un volo sulle Maldive? magari stagionale, uno stop over di weekend su un’altra rotta, i numeri ci sono. E non posso pensare a una Grecia d’estate solo con low cost o vettori stranieri». Cribari suggerisce investimenti sulle lounge in aeroporto, e un’intesa migliore con i tour operator – «perché sull’Argentina quasi tutti volano solo Aerolineas?» – e soprattutto: «Ad Alitalia serve un mutamento radicale di mentalità. Non sarebbe meglio tagliare privilegi e sprechi piuttosto che posti di lavoro?».

“Tariffe per il tailor made”

Copia di pino colicchio con Leonardo«Non volavo con Alitalia da una vita, m’è capitato stamattina da Parigi ed è stata una sorpresa. Buon servizio, sono bravi, gentili e simpatici, mi sono complimentato. Ora bisogna che diventino simpatici anche commercialmente». E si spiega meglio Pino Colicchio, Television Travel di Senago. «Devono toglierci quella rabbia che ti prende quando vendi e non guadagni. Altri vettori hanno varato tariffe tour operator per tutto il tailor made, che di fatto riportano commissioni alle agenzie, e integrano le fee. Se Alitalia farà qualcosa del genere, per farci tornare con loro, e nel contempo rilancerà prodotto, servizio e offerta, il gioco è fatto».