Manuzzi Silicon Valley Study Tour: come ti aggiorno il manager

manuzzi Silicon ValleyParola d’ordine: creare valore.

L’agenzia di viaggi può creare molto valore, quando sa fare rete nel proprio contesto. Lo dimostra ad esempio Viaggi Manuzzi, l’impresa di Cesena fondata quasi 60 anni fa da Amedeo Manuzzi, con i suoi Silicon Valley Study Tour: «Portiamo gruppi di manager italiani tra i loro colleghi che governano molte grandi imprese in questa regione – ci spiega Gianluca Manuzzi – dove una concentrazione straordinaria di know how e innovazione ha prodotto una cultura industriale assolutamente unica, oltre che ad alta densità di management italiano. Un mondo in cui la startup di un neolaureato decolla in un mese, se è originale e di valore».

Ma un prodotto complesso come questi Study Tour non cade nel piatto per magia. «Ci siamo resi conto che tra i manager italiani delle ITC un fortissimo bisogno di dialogo e di ricerca stava dando luogo a iniziative spontanee e destrutturate. Ci siamo inseriti in questa tendenza, proponendoci con un’organizzazione tecnica efficace».

Così Gianluca Manuzzi ha incontrato Paolo Marenco, ingegnere elettronico che con la sua associazione “La storia nel Futuro” collabora da tempo con Sviec: il Silicon Valley Italian Executive Council, sodalizio di circa 400 specialisti italiani delle information technologies nato sotto l’ala della prestigiosa National Italian American Foundation di Washington.

Manuzzi e bonzioA fare dello Study Tour un’esperienza di quelle che cambiano la prospettiva, e talvolta la vita, contribuisce poi Roberto Bonzio, giornalista visionario reduce da Reuters, che accompagna i gruppi tra le imprese di Silicon Valley con il racconto dei suoi “Italiani di Frontiera – progetto multimediale dall’Italia alla California e ritorno”, nato dichiaratamente per affrontare il paradosso di un paese che continua a sfornare talenti e a fare innovazione, ma altrove. A supporto dei suoi Study Tour Viaggi Manuzzi ha capitalizzato anche l’appartenenza a Unindustria Cesena, base di dialogo con le sedi provinciali di Confindustria.

Full immersion californiana

Il tour è intenso: in una settimana i venti partecipanti visitano tra 10 e 15 grandi imprese, da Yahoo a Google, Cisco, Hewlett Packard, Facebook, i labortori IBM e Mobile Iron, le università di Berkley e di Stanford. E incontrano gli invesitori italiani dei venture capital, incubatori di startup come M31 dell’italiano Ruggero Frezza. Ma con i colleghi italiani si fa rete anche da Enoteca Donato, ristorante di Redwood City e ritrovo abituale dei soci Sviec, che vi tengono conferenze e incontri di lavoro: dove la convivialità italiana si conferma fecondo incubatore di creatività.

Tutto detraibile

«Uno study tour costa 4mila/5mila euro tutto compreso – dice Filippo Drudi, specialista di MICE da Viaggi Manuzzi – ma spesso associazioni imprenditoriali e istituti di formazione abbattono le quote, anche utilizzando fondi europei. E sono spese di formazione, fiscalmente detraibili». La collaborazione è estesa anche ai Politecnici di Torino e di Milano: «Quest’estate – dice Gianluca Manuzzi – con loro abbiamo mandato già otto studenti con una borsa di studio frutto di un crowdfunding». Così, infine, il lavoro di Manuzzi contribuisce a riportare a casa qualcosa del genio che l’Italia ha costruito a caro prezzo nelle proprie università per poi devolverlo alle imprese che lo apprezzano davvero, nel resto del mondo.

Silicon Valley Italian Executive Council

Silicon Valley Italian Executive Council (SVIEC) è un gruppodi dirigenti dell’information technology italiani e Italo-Americani all’interno del NIAF che si incontrano, socializzano e si aggiornano sulle tecnologie, sulla legge e sulla politica pubblica.

Gli oltre 400 membri esecutivi di SVIEC provengono da un vasto assortimento di compagnie e aziende con capitale a rischio come Logitech, Oracle, Cisco, HP, Google, Intel, IBM, VMware, Genentech, Digital Persona, Funambol, Aurora Algae, Promptu Systems, Kleiner Perkins, De Novo Ventures, Noventi and Keynote Ventures.