La Slovenia non è una destinazione “di moda italiana” ma un classico di tendenza

Gorazd Skrt, Direttore Ufficio Turismo Sloveno 31Perché vendere la Slovenia?
Per la varietà della proposta, il vincente rapporto qualità – prezzo e la vicinanza con l’italia. Siamo in grado di proporre una serie di soluzioni alternative, dai long weekend a Lubiana, al soggiorno termale,  attraverso i percorsi culturali ed enogastronomici ma anche green ad un prezzo realmente competitivo. Condividere un confine con l’Italia avvicina e implementa i flussi turistici…

Una meta “di prossimità”, però, per il Nord Italia: la mancanza di collegamenti dal Centro e Sud preclude un certo mercato alle adv…
Bisogna convincere i clienti ad utilizzare l’aeroporto di Trieste, a soli 9 chilometri dal confine, dal quale è operativo un comodo e conveniente servizio di mobilità, capillare sul territorio. Si chiamano goOpti  i minibus che organizzano trasferimenti da Trieste (ma anche dai maggiori aeroporti del Nord Italia, come Venezia, Milano Malpensa e Bologna) verso le principali città Slovene.

Un consiglio per le agenzie
Proporre itinerari alternativi: il nostro consiglio vorrebbe spingere le adv ad essere maggiormente proattive. Non fermarsi alle proposte tradizionali, cui viaggiatori accedono anche in autonomia proprio perché si tratta di un destinazione “facile” sia per l’accessibilità del territorio, ma anche per il solo fatto che si parla italiano. Gli agenti potrebbero inventarsi una serie di proposte alla scoperta del territorio sconosciuto: la Valle di Logarska, seguire il filone delle escursioni…

“Guardiamo la trave prima della pagliuzza”: ci sono degli aspetti nella strategia di promozione della destinazione su cui dovete mettere mano?
Dobbiamo lavorare soprattutto sulla questione dei collegamenti: per Expo 2015 è in atto un progetto tra che coinvolge la rete ferroviaria slovena e italiana per un collegamento diretto – Lubiana – Venezia che avvicinerebbe di molto i due Paesi, ottimizzando i tempi di percorrenza, rispetto all’attuale sistema di collegamento(Sezana – Trieste, cinque volte al giorno)

La Slovenia è di moda o un classico? Profilo del turista italiano.
Decisamente un classico, confermato da quel 3% di crescita costante degli ultimi anni per arrivi e pernottamenti. Quello italiano è un turista che sceglie nel 50% dei casi di affidarsi ad un’agenzia e per l’altra metà ci arriva individualmente. Ma è anche un viaggiatore autentico che predilige le escursioni e il cicloturismo. Quello del Sud Italia è un turista difficile da reperire soprattutto per la difficoltà dei collegamenti, tuttavia sperimentata la destinazione si confermerà un turista fedele. Al terzo posto in Europa, in quanto a grado di  soddisfazione, una volta “conquistati”gli italiani tendono a tornare.

Slovenia fa rima soprattutto con soggiorni termali: la crisi economica e i competitor hanno sgretolato il vostro primato?
Un quarto dei nostri arrivi che affluiscono nei centri termali provengono dall’Italia, tradotto in presenze significa oltre 100mila all’anno. Confermiamo che si tratta ancora di un segmento strategico,  sul quale siamo stati pionieri, nonostante l’esistenza dell’attuale concorrenza. Tuttavia quest’anno le terme slovene tornano alle origini, recuperando l’antico legame con  l’aspetto curativo: le agenzie vendono bene il famoso centro di Rogaska la cui offerta resta molto valida nel suo genere.

Quale supporto offrite alle adv come partner strategico nella vendita della destinazione?
La formazione rappresenta la strada giusta per collaborare in sinergia con le agenzie di viaggio: questo significa elearning, ma anche  fam trip. Inoltre è fondamentale l’appuntamento annuale con  Slovenian Incoming Workshop 2015 (7-9 maggio, Lubiana), dove abbiamo la possibilità di organizzare alcuni educational direttamente per le adv italiane che partecipano. Siamo attivi anche sul nostro portale sloveniainfo.it e partecipiamo alle principali fiere di settore b2b ma anche ad alcuni eventi termali nel Nord est dell’Italia dove incontriamo il b2c.

Alcuni detrattori la definiscono una mezza destinazione, perché vi si trova un “assaggio” di tutto (montagna, mare, città, natura..) ma nessuna eccellenza che la caratterizzi in modo specifico…
In realtà è proprio sul quella selezione in miniatura che fondiamo la nostra vera eccellenza. In Slovenia è possibile sciare a maggio, così come andare al mare a pochi chilometri, quindi ad una distanza facilmente percorribile il paesaggio che è sinonimo di offerta turistica per l’agenzia che vende la destinazione, cambia, passando dalle Alpi alla costa, attraverso il Carso e la pianura Pannonica. Poi ci sono alcune stop obbligati come Lubiana che non ha davvero nulla da invidiare alle grandi capitali europee, a cominciare dal fatto di non essere in competizione con esse: particolarmente apprezzata dagli italiani che nel periodo di Natale 2014 sono stati i primi visitatori europei, vanta un’interessante offerta culturale. Il Paese, da ultimo, è immerso nella natura incontaminata da fra invidia a diverse destinazioni!

Buoni propositi per il 2015
Proporre la Slovenia a nuove agenzie che ancora non collaborano con noi, con l’obiettivo di mostrare che si tratta di una destinazione in cui c’è davvero margine per vendere a differenti tipologie di target, proprio per la versatilità del territorio. C’è uno spazio che le adv possono riempire, quello degli itinerari non tradizionali che i viaggiatori ricercano ma a cui in modo autonomo non riescono ad accedere.