L’avanzata degli agenti “homebased”

travelagentL’agente home-based, ossia il consulente che lavora a casa, è nato nel mondo anglosassone e sta crescendo molto negli Usa, dove – certifica l’Asta, prima associazione delle adv americane – tra il 2003 e il 2014 questi professionisti sono quadruplicati, fino a costituire il 40% degli addetti nell’intermediazione americana. PhoCusWright stima che le imprese home-based coinvolgessero 40mila agenti già nel 2011, contro i 31mila del 2006, prima della crisi. Conferma il Bureau of Labor Statistics Usa: gli addetti nelle adv tradizionali sono diminuiti da124mila del 2000 a 64mila nel 2012. Molti per l’appunto si sono trasferiti a casa, riportando il conto totale degli agenti a circa 100mila.

I quali vendono sempre di più: nel 2010, ancora in piena crisi economica, gli home-based totalizzavano quasi 10 miliardi di fatturato, e oltre un terzo del totale leisure USA, con forte concentrazione sulle crociere (PhoCusWright). Con ricavi lordi tra i 50mila e i 250mila dollari l’anno – su una media di 70mila ­–generati  al 90% da commissioni, il resto in fee.

Host agency con review
Così negli Usa c’è anche Host Agencies Reviews, dove gli adv indipendenti giudicano l’offerta e l’efficienza delle host agency, le centrali di servizi turistici alle quali gli home-based si affiliano, e dalle quali ottengono il prodotto per i loro clienti. Il portale recensisce circa un centinaio di host agency, tra generaliste e specializzate. Mentre Nacta, la National Association of Career Travel Agents (affiliata all’ASTA) che rappresenta appunto gli agenti home-based, ne raccomanda una trentina. È appena nato anche FindaHostTravelAgency.com, che ne profila oltre 250 e riporta già 700 review degli agenti.
Lo scorso autunno infine, l’Asta annunciava che il 74% dei suoi associati, home-based inclusi, aveva ottenuto nella prima metà dell’anno risultati migliori, o alla peggio identici, rispetto al 2013: in media per il 2014 le agenzie hanno realizzato profitti netti intorno al 9% del fatturato, contro il 7 e 8% nei due anni precedenti,  e si aspettano un 10% per il 2015. «Molte analisi del consumo confermano che i clienti fanno vacanze migliori quando comprano in agenzia», ha commentato Zane Kerby, presidente e ceo dell’associazione.