«Sono un sopravvissuto»: Thierry Maillet racconta la tragedia del Bataclan

8520552-13404385«Io c’ero, sono un sopravvissuto»: era al Bataclan Thierry Maillet, direttore commerciale del tour operator La Française des Circuits, e l’ha raccontato a Tourmag, testata del trade francese.
Maillet era al primo piano del teatro, nella balconata, e racconta la confusione, il terrore, la fuga verso un locale laterale nel quale si è barricato con una trentina di ragazzi, bloccando la porta con un divano e un frigorifero. Poi due ore e mezza di attesa in silenzio, terrorizzati e al buio, mentre fuori continuava l’inferno di grida e spari, fino al blitz del GIGN, i corpi speciali della polizia: quando qualcuno bussa alla porta Maillet e i suoi compagni temono sia un terrorista a spacciarsi per poliziotto, chiedono certezze in una trattativa che dura oltre venti minuti. «Non ci fidavamo – racconta – temevamo di aprire a un terrorista che ci avrebbe ammazzati. Quando sei li hai il terrore addosso, avevo tolto la suoneria al telefono, avevamo troppa paura per rispondere. Alla fine ci siamo convinti, mentre uscivamo ci hanno raccomandato di non guardarci intorno, ma era impossibile.  Abbiamo scavalcato il corpo di un terrorista morto di fronte alla porta, ci siamo chiesti se all’inizio fosse lui che tentava di farci aprire. Non avevo mai visto tanto orrore in vita mia».
E continua: «Ti rendi conto che tutto accade in un istante. Vai a destra sei morto, vai a sinistra ti salvi. In tutto quel dolore noi trenta eravamo troppo felici di essere stati salvati dal raid della polizia, che ha fatto un lavoro formidabile. È tutto orribile, ma è il destino. Solo una settimana prima con un collega eravamo ancora qui al Bataclan, e facevamo festa.
Maillet infine dice quel che i francesi ripetono ora: «Certo che tornerò ai miei concerti, in futuro saranno più protetti di ora. La vita non si deve fermare, almeno per me. E come dice Johnny, staying alive! La risentirò spesso quella canzone…È meglio conservare il senso dell’umorismo!».