Piero Innocenti, un’idea della Puglia

Piero Innocenti«Non vorrei dire uno sproposito, ma per quanto mi riguarda e stando a quello che ho sentito dai colleghi più vicini la situazione non sembrerebbe così tragica. Ho sentito di clienti che hanno annullato New York per il prossimo luglio, ma sono casi sporadici. L’azzeramento delle partenze verso l’Egitto ad esempio è decisamente più concreto di quello verso la Francia o il Belgio, dove avevano le basi i terroristi. Che purtroppo sono singole persone, e potrei trovarle anche qui a Bari: io credo che, alla fine, dovremo imparare a convivere anche con questo. I clienti non hanno ancora metabolizzato l’aereo russo caduto a Sharm, ci vorrà del tempo per gli attentati di Parigi»:Piero Innocenti, titolare di Innocenti Viaggi a Bari e presidente di Fiavet Puglia, due settimane dopo Parigi non dispera, neppure mentre confronta il disastro dell’Egitto con l’inquietudine di questi giorni. E così conferma l’impressione di una lenta assuefazione, che ci ormai ci consente di convivere con un pericolo sempre meno identificabile.

Le commissioni tagliate che vanificano la ripresa
Un peccato perche solo pochi giorni prima, al Travel Open Day di Bari, Innocenti ci parlava di una prima luce chiaramente visibile in fondo al tunnel: «Si certo, segnali di ripresa se ne vedevano, anche qui in Puglia. Ma del tutto vanificati da un calo generalizzato delle commissioni. E non è solo colpa di Lufthansa, anche i tour operator lo fanno, a furia di segmenti sottocommissionati o non commissionati affatto. Così anche le compagnie di crociera alzano i prezzi sul charter, e le commissioni scendono in automatico. Allora mentre porto in nave una pratica da 4.200 euro che me ne frutta 200 di commissioni penso che forse se l’avessi dirottata sul lungo raggio ne avrei incassati 500». Pietro Innocenti è il titolare di Innocenti Viaggi, e da quattro anni presidente di Fiavet Puglia. E dall’osservatorio di Bari racconta l’atmosfera di un mercato avvilito dall’imperativo di limare i costi e ritrovare i margini. «Come fanno i tour operator – continua – con offerte stracciate che alla fine mi tolgono le over. In Puglia forse il numero delle agenzie non è molto diminuito, ma abbiamo perso imprese storiche con molti dipendenti, aprono ragazzi del tutto digiuni aiutati dalle famiglie. Si brucia denaro, e qualche giovane esce dal conto della disoccupazione, il che piace ai politici. Piuttosto abbiamo perso molti dipendenti esperti, che si sono messi in proprio e fanno tour operating. Sono bravi ma sono deboli sul piano commerciale, faticano a farsi vedere».

“Ma ora l’agenzia è più solida del t.o.”
Ma non vede solo nero Innocenti. «Perché comunque credo che per ora il modello di business dell’agenzia sia più solido di quello dei tour operator. Perché abbiamo tagliato tutto all’osso, e chi sa lavorare resterà sul mercato. Ai colleghi consiglio soprattutto di difendere con tenacia il nostro know how, come da tempo si fa all’estero. Alle richieste di quotazione si risponde sempre con il prezzo, e con una descrizione del prodotto. Mai con il nome dell’hotel, perché il cliente poi lo chiami per proprio conto. E poi niente sconti, mai svendere. Chi svende sta buttando via la propria immagine e il proprio lavoro. Il mio ultimo sconto è stato di 42 uro su una pratica da 25mila».

“Con FTO noi non c’entriamo”
Infine parla l’uomo Fiavet, e scarta decisamente l’operazione FTO: «Confcommercio ci vuole coinvolgere nella nuova federazione perché siamo ancora intitolati alla firma del contratto nazionale di lavoro, per poi delegittimarci su tutto il resto. Inlcusa la rappresentanza giuridica della categoria, che ancora ci consente di difenderci. In questi anni abbiamo ottenuto una legge regionale che impone la licenza di agenzia agli operatori del congressuale, e siamo riusciti a far cancellare la tassa annuale di concessione di 500 euro per le agenzie. E allora Confcommercio ci ha avvertiti che a noi spetta di seguire ogni trattativa con i fornitori, mentre l’intervento politico spetta solo a loro. Poi Federviaggio che entra in FTO rimane comunque una lobby, non è un’associazione, e aggrega perfino operatori dell’handling aeroportuale. Noi non c’entriamo nulla».