Come un agente di viaggio si compra un tour operator (ma resta un agente di viaggio)

Aleksander-BibeA gennaio saranno intercorsi due anni da quando un agente di viaggio, con esperienza trentennale e una clientela ben più che affezionata, portava a casa uno dei risultati più importanti di sempre: mettere le mani su un marchio storico del tour operating italiano.

Aleksander Bibe, travel agent greco di nascita, italiano d’adozione e bresciano nel cuore, è prossimo a festeggiare i due anni dall’acquisizione di Mediterraneo, tour operator con un passato glorioso, che Bibe ha portato a nuova vita, chiudendo il 2015 con circa 40mila passeggeri.
Un risultato che però non ha fatto montare la testa all’agente di viaggio che continua a ribadire, dalla sua agenzia Tuttomondo Viaggi, «continuo a fare quello che facciamo dal 1978: programmiamo la Grecia e trattiamo la clientela con attenzione, come ogni agenzia di viaggio».

A quasi due anni di distanza dall’acquisto del marchio Mediterraneo, cosa è cambiato per lei?
Per certi versi proprio nulla. Avevo un grande rispetto per il marchio che faceva il mio stesso prodotto e intendeva la Grecia come la intendevo io. Quando si è presentata l’occasione di acquistarlo, è stata una soddisfazione, ma il mio lavoro non è cambiato.

Cosa intende dire?
Che continuo a fare l’agente di viaggio. Rispondo al telefono, curo il booking, se il mio telefono squilla alle due di notte per un trasferimento mancato, mi metto a lavoro e risolvo il problema.. Insomma, non delego solo alle mie collaboratrici, faccio tutto di persona.

E questo il segreto del suo successo?
Forse lo è. O forse si può riassumere tutto con una parola: umiltà. Un valore da non perdere mai di vista, nella vita e nel lavoro.

L’estrema specializzazione su una sola destinazione non vi ha fatto soffrire? La Grecia ha avuto tanti scossoni nel corso dell’anno..
In realtà è un problema creato dai media. Lo dico con molta cognizione, come agente che vende la Grecia da sempre e come greco, ovviamente. Nelle zone turistiche non sentono crisi, non ne hanno mai sentita. Se poi, nell’entroterra, ci sono situazioni di difficoltà, è un altro discorso.

Come si fa a vendere sempre (o quasi) lo stesso prodotto dopo tanti anni?
Noi siamo fortunati, perché da sempre vendiamo la Grecia a chi ama la Grecia. Non è un semplice turista, è un viaggiatore che vuole scoprire ogni angolo del Paese.

Questo comporta anche difficoltà. Invogliare un repeater non è sempre più difficile?
E’ difficile, soprattutto quando hai clienti che mi dicono “la mia relazione con la tua agenzia è più lunga del mio matrimonio” (ride).
Battute a parte, anche se questo me l’hanno detto sul serio, molti clienti ci dicono “e adesso? Che si fa? Dove mi mandi?”. La mia risposta è sedersi a tavolino e lavorare insieme in base alle proprie esigenze.

Ottima ricetta. Lo consiglierebbe anche ai nuovi agenti di viaggio?
Sì, certamente. Anche se oggi è indubbiamente molto più difficile: anche solo vent’anni fa era decisamente più facile conquistare i clienti. Ma la ricetta è sempre questa: trattare i clienti come ospiti, farli sentire a casa sin da subito.

Li ha appena definiti clienti..
Appunto.