Sharing economy in agenzia di viaggi: la Francia sperimenta

Edouard Roux de Lusignan

Edouard Roux de Lusignan

Le agenzie di viaggi francesi vogliono fare affari con i portali della sharing economy: quelli ad esempio che affittano gli appartamenti dei privati per pochi giorni e anche per una sola notte, condividono mezzi di trasporto da una città all’altra e così via. Sono i portali come Airbnb, che nel ricettivo promettono di togliere agli alberghi qualcosa come il 30% della quota di mercato in pochi anni. E come Uber, che ha già provocato rabbiose proteste di piazza dei tassisti.
Il difficile naturalmente è trovare un modello collaborativo tra imprese di natura e struttura così differente.  La convention del network Selectour Afat, a Istanbul pochi giorni fa, ha dedicato una tavola rotonda alla questione. Dalla quale risulta che le agenzie francesi su questo campo sono già avanti.

François Piot

Francois Piot

«Torneranno alle agenzie, come le low cost»
È chiaro che la collaborazione con la rete fisica fa gola alle piattaforme sharing, le quali vogliono tutti, proprio tutti i clienti sul mercato: «Sono nate tutte rifiutando ogni collaborazione con noi, ma torneranno, come hanno fatto i vettori low cost», ha assicurato François Piot, del network Prêt à Partir. «Perché la rete fisica – ha rincarato Antonin Leonard, cofondatore di Ouishare e del portale consocollaborative.com.  – ha punti di forza formidabili per arricchire le piattaforme sharing».  «E perché un agente di viaggi – ha notato Edouard Roux de Lusignan, direttore e-commerce e marketing di Selectour Afat – può presentare il prodotto e raccomandarlo. Sono proposte in ampia gamma, che fidelizzano. E noi network abbiamo un potenziale enorme, perché  abbiniamo il web alla consulenza personalizzata, all’interno di un quadro normativo efficiente».
Il ragionamento è piaciuto anche a Jean-Michel Petit, cofondatore di VizEtat, la piattaforma che porta i viaggiatori a pranzo in case private, e che ha «l’80% dei clienti alloggiati in hotel tradizionali, un terzo oltre i 50 anni e il 15% di famiglie», praticamente tutta la gamma della domanda leisure.

I pacchetti sharing dinamici di Prêt à Partir
Pare che già da un anno alcune agenzie Prêt à Partir costruiscano pacchetti dinamici abbinando vettori low cost o di linea e prodotto di sharing hospitality: «Lavoriamo con Sejourning.com – ha spiegato Piot – di cui siamo azionisti grazie al nostro incubassero La Papiniére, e con MisterBnb  che si rivolge alla clientela gay. Prendiamo una commissione sul pacchetto, circa il 15% sul valore totale».

«Tirare fuori il naso dalle brochure»
E funziona così: l’agenzia paga i servizi con la propria carta di credito, e addebita il servizio al cliente. Ma secondo Piot tutto sarebbe più semplice e produttivo se la collaborazione tra agenzie e piattaforme sharing fosse tecnologicamente strutturata. «Le vendite per ora sono marginali– dice Piot – ma stiamo a vedere dove va il mercato e informiamo i nostri agenti. È importante che tirino fuori il naso dalle brochure, visto che i clienti apprezzano l’originalità e si affidano a loro con fiducia».Schermata 2015-12-14 alle 16.21.59