Franco Francescotto: «È cambiato tutto ma sono ancora un agente di viaggio»

Franco Francescotto_Ontario_Viaggi2Una storia lunga mezzo secolo, partendo dagli albori del turismo organizzato, passando per l’epoca aurea e superando anche la crisi dell’ultimo decennio. Franco Franscecotto, titolare della Ontario Viaggi di Malnate, in provincia di Varese, non è solo un pezzo di storia del comparto turistico tricolore e la testimonianza dell’evoluzione del turismo, ma è anche la mente fervida di un imprenditore capace di passare, con la stessa grinta, da anni in cui i clienti entravano in agenzia anche solo per un biglietto del treno, all’attualità, dove anche Facebook risulta più attendibile di un agente di viaggio per il cliente medio.
«Sono sempre stato nel turismo, praticamente da che ne ho memoria».
La battuta facile e l’ironia sono peculiarità di Francescotto, così come un grande piglio imprenditoriale e la capacità di leggere i tempi che corrono con grande lucidità. Qualità indispensabili che spingono un gentiluomo di 75 anni a recarsi ogni mattina nella sua agenzia, a organizzare viaggi ed eventi e ad avere un ruolo di rilievo anche sotto il profilo istituzionale, con la lunga presidenza provinciale di Fiavet.
«La verità è che mi piace il mio lavoro. Ho due bellissime persone che lavorano con me e che quotidianamente contribuiscono al business della Ontario Viaggi – racconta -. Mi diverto ancora, lo faccio volentieri e se tutto va bene penso di farlo ancora per cinque anni almeno».

Ontario_Viaggi_staffTutto il contrario di quel pensiero rassegnato e sfiduciato che aleggia nel turismo, specie nelle agenzie di viaggio. «Lavoro in agenzia da 55 anni, i primi anni nella storica Olympia Viaggi, grande palestra e gran bella esperienza, diventata poi anche tour operator, prima di aprire la mia attività la Ontario Viaggi».
Nel corso dei lunghi anni di lavoro, Francescotto ne ha viste realmente di tutti i colori. «Siamo abituati da sempre ad avere problemi – commenta –. Ma quello che mi insegna la mia esperienza è che li dimentichiamo anche in fretta. Adesso c’è molta paura di viaggiare, oltre che tanta confusione su quelle che sono le destinazioni effettivamente a rischio. Personalmente, giusto per fare un esempio, vendo ancora l’Egitto, lavoro solo con gli operatori che conoscono bene il prodotto e mi sento sicuro a mandare lì i miei clienti».
Rispetto anche al passato recente, lo scenario turistico è in rapido cambiamento, sempre più spesso indecifrabile. «La prima cosa che ho potuto notare nelle ultime stagioni – osserva Francescotto -, è la totale assenza del ceto medio, categoria che alimentava soprattutto il corto raggio. Ora un’agenzia può cercare di dormire sonni tranquilli se ha un portfolio di clienti alto spendenti, che richiedono lunghi viaggi e un’assistenza molto presente. Diversamente, non c’è margine di manovra. Basti pensare che nel 2015, solo nella provincia di Varese, hanno chiuso 58 agenzie, cinque di queste a Varese città. E non mi fermo a pensare a quanti eravamo qualche tempo fa, forse troppi, davvero troppi, ma è stato bello anche assistere alla corsa alle agenzie, quando si pensava fosse il mestiere più bello del mondo».

Stefano Gianuario