Le criticità sarde raccontate dagli agenti

E’ un tema che trova tutti d’accordo e che riveste grande importanza nell’impegno delle adv sarde. Le istituzioni non sempre hanno gestito la questione in maniera accorta, soprattutto senza considerare un impatto a medio lungo periodo. Ma non c’è solo questo…

Il tema trasporti vede le adv sarde molto sensibili per la situazione, spesso di difficoltà, che l’Isola vive. La Sardegna ha visto solo da poco il riconoscimento della propria condizione di “insularità” che significa avere agevolazioni per i passeggeri con tariffe particolari che vengono integrate, alle compagnia, attraverso i contributi della comunità europea. Questa è una condizione penalizzante per i trasporti e quindi anche la regolamentazione del trasporto aereo, nebulosa e gestita in maniera poco attenta dagli organi regionali competenti, è un tema che vede gli adv sardi molto partecipi.
«Comunque sia per lasciare l’Isola devi utilizzare un volo o un passaggio in traghetto – pensano tutti e, qualcuno, si avventura a parlare delle sovvenzioni che avevano concesso gli aeroporti – Quelle dell’inizio della rotta, che per tre anni avrebbero visto la prosecuzione dei contributi stessi per agevolare il lancio a vantaggio della destinazione, ma che poi, essendo limitati al “lancio” sarebbero venute a mancare successivamente».

Alice PuddaAlice Pudda, titolare e direttore tecnico Pudda Viaggi, Guspini (Ca)
Alice Pudda parla con cognizione di causa dell’“affaire” Ryaniar: «La vicenda dei “contributi” a Ryanair, da parte degli aeroporti, è una parte importante del contendere. Se pensiamo che Alghero ha perso 17 collegamenti, rotte su Spagna, Cracovia, Marsiglia, dismesse dalla compagnia irlandese e, Cagliari, altri 5, si capisce che vengono a mancare posti importanti anche per il turismo in arrivo – spiega – Vieppiù, Alitalia, ha vinto un ricorso al TAR per poter avere accesso ai contratti di Ryanair con gli aeroporti, che erano tenuti, da questi ultimi, secretati. Ci risulta che Alitalia sarebbe stata disposta a concedere le stesse convenzioni, in quanto per sovvenzionare una compagnia si dovrebbe transitare attraverso una gara, cosa che pare non sia avvenuta. La situazione, poi si complica, considerando che pur avendo sempre avuto la Sardegna il supporto di Meridiana e Alitalia nonostante le difficoltà legate alla continuità territoriale, Ryanair non ha voluto operare rientrando in questa fattispecie, poiché richiede una serie di impegni, in contropartita che non avrebbe potuto, evidentemente, garantire, come gli standard di servizio che offrono, invece, Alitalia e Meridiana».
Un altro errore, forse, è stato fatto da chi ha asciato che il 70% dei collegamenti fossero lasciati in mano alle “low cost” e, soprattutto Ryanair, creando di fatto un vero monopolio. «Ben venga la competizione ma con delle regole ben fissate a priori, uguali per tutti per permettere al regime di concorrenza di agire per migliorare
i servizi e non a detrimento del territorio, come sta accadendo».
Lo stesso problema si sta per porre con i trasporti marittimi, poiché si stanno assegnando tratte che sono sempre state coperte da vettori “storici” e l’ingresso di newcomer a prezzi fuori mercato (dumping) sta, evidentemente, destabilizzando il mercato. Servirebbe più attenzione politica per evitare situazioni anarchiche, o giocate ognuna su una livello differente,non interallacciate fra loro. In più – conclude Pudda, che siede anche in consiglio regionale Fiavet – facendo sparire la continuità territoriale II (aeroporti minori come Napoli, Bologna, Verona, Torino) su certe rotte viaggiano delle persone che utilizzano il viaggio per andarsi a curare fuori regione (esempio all’Istituto
Ortopedico Rizzoli a Bologna) persone che hanno sovvenzioni e questo crea una situazione in cui i rimborsi della
biglietteria diventano oltremodo esosi per la Regione».

Francesca CoccoFrancesca Cocco, contitolare di Planet Earth, Quartu S.Elena
Non tutti però sono “toccati” dai problemi relativi ai vettori low cost, o almeno non in questa maniera.
Francesca Cocco, contitolare di Planet Earth, Quartu S.Elena ha una posizione un po’ differente. «Giocoforza, invece che verso le compagnie low cost, cui non ho mai creduto, abbiamo preferito deviare il nostro traffico a compagnie
che diano garanzie, oltre a quelle meramente tecniche e di servizio. «Fortunatamente la nostra clientela ha le caratteristiche che si confanno alla “linea” per cui risentiamo in maniera molto minore e tangenziale dei problemi
legati alle low cost, anche se a volte le utilizziamo su specifica e irrevocabile richiesta del passeggero.
Planet Earth può contare su una discreta percentuale di business travel nel proprio pacchetto clienti, che forse è ciò che garantisce, in questi momenti economici difficilmente interpretabili, una solda base perché le aziende
che sono tutt’ora operative e che si muovono per viaggi di lavoro, sono quelle che poggiano su solide basi economiche e danno reali garanzie di continuità».

Tiziana Vacca, titolare di Visos viaggi, CagliariTiziana Vacca
Tiziana Vacca, titolare di Visos viaggi, Cagliari, concorda sul fatto che lo sviluppo del turismo non debba passare dalle low cost, così come molti operatori si staccano dalle OLTA, finito il momento di entusiasmo iniziale ed esaurita l’inerzia di partenza. «La low cost non consente programmazione, ma a me quello che crea più problemi, quotidianamente, sono le tariffe aeree che scadono dopo 24 ore dalla prenotazione – spiega Tiziana Vacca – L’adv deve essere messa in grado di incassare prima di pagare il fornitore… se non ho il tempo di formalizzare la proposta di viaggio come faccio?
Auspicherei, invece, una partnership con i miei fornitori, non essere considerata e trattata come il terminale che deve rispondere di tutto … e poi credo si debba capire cosa fare “da grandi”: volete fare i furbi (mandando le stesse proposte ai passeggeri ad esempio) oppure volete avere la distribuzione con voi, supporto e partner prezioso e continuo? Anche la vendita diretta degli hotel è un grosso problema. Gli alberghi devono capire cosa e quanto vogliano dai “partner” quindi c’è da chiarire i rapporti di collaborazione basati su chiarezza e onestà. Io voglio lavorare con i to soprattutto con quelli che mi dimostrano correttezza, ma credo, a questo punto, si debbano unire le forze e cominciare a fare dei tagli netti per entrare in una ottica più globale, non avere la filosofia della “coltivazione del proprio orticello”, ma del campo
comune».

Massimo Terracina