Google Trips: ovvero quando Big G pensa seriamente all’industria dei viaggi

googleGrande alleato o nemico incontrastabile? Questo sarà il vero quesito quando Google ultimerà la fase beta della nuova applicazione Google Trips. Se ne parlava già da tempo, con forme e nomi vari, ma nelle ultime settimane il travel assistant di Big G ha trovato un nome, Google Trips per l’appunto, e sta attraversando la fase cruciale (il beta testing, ovvero il momento in cui un software viene divulgato a soggetti non legati allo sviluppo del progetto, n.d.r.), prima del grande esordio.

Tante le peculiarità già note di questa nuova app che – considerato il successo pressoché scontato dei prodotti marchiati dal colosso di Mountain View – e la possibilità di diffusione che dà il principale (ma ne esistono davvero altri?) motore di ricerca al mondo, può far tremare seriamente i vari attori del turismo organizzato.
L’applicazione conterrà molte “guide”, con elenchi di suggerimenti sul food&drink, sul dove dormire, sul come muoversi, oltre a una serie di proposte su cosa fare in ogni singola città o destinazione.
Sarà possibile prenotare hotel, voli o altri mezzi di trasporto e creare veri e propri pacchetti su misura mentre Google Maps sarà ovviamente integrato.

Ma i veri assi nella manica sono altri: in primis un sistema di feed, tanto semplice quanto efficace per permettere all’utente di commentare e recensire ma anche di trovare le recensioni su misura per sé, la possibilità di scaricare l’app senza essere registrati al Google Store ed infine la possibilità di consultare l’applicazione anche in modalità offline.

Con questa potenza di fuoco, il nuovo passo di Big G nell’industria dei viaggi non si limiterà a essere una “semplice” Ota, ma un qualcosa che potrebbe bypassare le stesse agenzie online, compagnie, banche letti, grandi catene alberghiere, per non parlare delle agenzie generaliste, se non scenderanno a patti con la nuova creatura di Google.