Quanto è importante per un’agenzia di viaggio (saper) usare Facebook

MillennialsNon è una novità e sono ormai molte le agenzie di viaggio che hanno spento le vecchie ritrosie e si sono ritagliate una presenza – più o meno significativa – sul web. Ma se fino a qualche stagione fa, un website ben fatto e dinamico poteva offrire già una sufficiente copertura e portare a casa riscontri, ora più che mai è indispensabile una presenza forte e attiva sui social network.

O meglio, è caldamente consigliata su tutti i social network ma è imprescindibile almeno su uno, ancora lui, il sovrano indiscusso: Facebook.
Se Twitter, Linkedin Instagram (dimenticatevi Google+ prossimo all’estinzione) offrono realtà di pubblico in qualche modo limitate, Facebook concentra la maggior parte delle presenze social degli italiani, a prescindere da età, impiego, estrazione e via discorrendo.

Il web marketplace
Facebook è la vera “piazza” e, va (quasi) da sé, può diventare anche il marketplace dei viaggi.
Anche perché non bisogna incappare nell’errore generazionale, ovvero pensare che i giovani e i giovanissimi, gli ultimi figli della GenerazioneX e i Millennials facciano tutto online.
Magari per un week end romatico a Parigi, una coppia di ventenni non varcherà le porte dell’agenzia, ma per qualcosa di più strutturato, il viaggio organizzato è un must.
Lo rileva – e rivela – anche uno studio condotto da SgTour, operatore del Gruppo OneDay, nonché legato a ScuolaZoo, community da oltre 2,5milioni di likers (reali e profilati).
Secondo i dati in loro possesso il 45% di giovanissimi, tra i 16 e i 19 anni, che saranno i clienti su cui puntare nelle prossime stagioni, scelgono senza dubbi il viaggio organizzato. Percentuale che scende per i ragazzi tra i 20 e i 24 anni al 35% mentre tra i 25 e i 30 anni scende ancora, fino al 20%.

Passaparola 2.0
ll driver principale per la scelta del viaggio è il passaparola, fatto in maniera 2.0 quindi attraverso i social e, ça va sans dire, partendo proprio da Facebook, scelto nel 60% dei casi. «Oggi è necessario conoscere a fondo le dinamiche dei social network. Solo così si può comprendere come interagire con le comunità connesse, come aprirsi a una relazione e quindi come guadagnarsi la fiducia. In un futuro prossimo – spiega Betty Pagnin, head of travel & event di SGTour – il viaggiatore che vorrà raccogliere informazioni sul proprio itinerario, si rivolgerà sempre meno a un motore di ricerca ma chiederà, sempre di più, consigli e suggerimenti ad altre persone appartenenti alla propria ‘rete sociale’. Questo riguarderà anche operatori del settore e albergatori che per intercettare la domanda dei millenials, guadagnare la giusta fiducia e intervenire efficacemente nelle loro conversazioni, dovranno essersi attrezzati per tempo».

Il futuro del turismo organizzato quindi, deve non solo smettere di pensare al web come un nemico, concetto ormai datato primi anni duemila, ma fare di tutto, aggiornandosi e interagendo, per essere parte integrante di una community esigente e determinata già adesso, seppur giovane e che vorrà sempre di più un approccio serio, professionale, ma anche e soprattutto smart e always connected.

Stefano Gianuario