In viaggio con l’agente: Tunisia, fra speranza e volontà di ripresa

Tunisia_BardoOltre 170 fra agenti di viaggio, tour operator, giornalisti, ospiti vari, si sono recati in Tunisia, su invito dell’Ente del Turismo e del Ministero per verificare la situazione attuale e riportare in Italia le sensazioni di prima mano, non filtrate dai media, spesso più propensi a far risaltare la negatività delle notizie per “sensazionalismo” che a comportarsi da cronisti della realtà dei fatti.

Dora Ellouze, direttore dell’Ente in Italia è ferma e decisa su alcuni punti: «Il nostro intento è stato quello di “mostrare il paese”. Vogliamo che le persone che sono venute con noi vedano cosa è oggi la Tunisia, percepiscano la volontà della gente comune di una vita serena, di condividere i valori di tranquillità e di desiderio di un vivere migliore da condividere con chi viene a trovarci, chi viene a vedere, vivere e visitare il nostro paese».
Dora EllouzeTunisair ha trasportato i partecipanti da Venezia, Milano, Roma, Napoli, Bologna, Palermo, per allargare lo spettro dei partecipanti a tutta la penisola.

Il programma ha visto Hammamet, come uno dei due fulcri, con le visite a Dar Sébastien, la sontuosa residenza di un eccentrico miliardario rumeno degli anni ’20, trasformato in centro culturale, alla Medina e al Forte, al Sito archeologico di Pupput, al Centro arti e mestieri di Nabeul e Tunisi, l’altro, con l’esplorazione della capitale, la visita al Museo del Bardo, e a Sidi Bou Said, e alla Medina al centro delle attività.

Ma cosa ne pensano coloro che hanno partecipato a questo evento del Paese, del suo possibile ritorno ad essere una meta turistica apprezzata per quasi tutto l’anno, di un ritorno alla vita turistica normale?

«Noi ci crediamo e continuiamo ad investire – spiega Quirino Falessi, direttore commerciale de I Viaggi del Turchese, nell’orbita TUI – credo che abbandonare oggi la Tunisia equivalga a perderla per sempre. E non possiamo permettercelo né per noi né per loro. L’ampia offerta non solo per temi ma per fasce sociali e di età ne fa una riserva notevole di proposte, la vicinanza, la “mediterraneità” degli abitanti e la vicinanza storica alla nostra cultura la rende una meta ideale. No non la lasceremo da sola».

Un segnale positivo c’è: «Il mese di marzo ha visto qualche timida ripresa dei flussi turistici dall’estero – ha spiegato Dora Ellouze – e questo ci fa ben sperare per provare a ricostruire un comparto che ha sofferto in maniera importante negli ultimi 12 mesi».

Chiudiamo con una testimonianza davvero toccante che riguarda Gallina Popanenko, una delle vittime della strage del Museo del Bardo, russa, ma sposata in Italia, partita in crociera con la sorella, con un pacchetto acquistato da Sarnitour. I titolari dell’agenzia di Sarnico (BG) sono tornati qui, (dopo essere anche dovuti venire per il riconoscimento della salma) subito dopo l’attentato, a deporre un mazzo di fiori sul mosaico che ricorda le 21 vittime. Una sola frase a commento da parte di Virginia Pedretti e Gerardo Cadei, sufficiente però a farci pensare…: «Non possiamo fermarci; qui, in Tunisia, dobbiamo continuare a venire e non demordere. Questo è il nostro semplice ma accorato messaggio».

Mohammed Ltaief (Padova, Luz de Luna)Mohammed Ltaief

… Tunisia, per me non solo affetto…

Nativo di Tunisi in Italia dall’87 giudica professionalmente i proprio paese. «Il pro è di certo l’imbattibile rapporto prezzo e qualità dell’offerta, più cha ampia. Attenzione però, Bisogna sapere consigliare bene, così il feed back del cliente è assicurato. La Tunisia non va venduta come una destinazione “così per fare” ma ben ponderata. Con una minima differenza di prezzo puoi realmente accontentare il cliente e fare il salto di qualità. Qualche contro? «Quando c’è l’alta stagione si perde la concentrazione sul cliente. Il pieno e il lavoro mettono un po’ in affanno la gestione delle strutture soprattutto nelle località più “vecchie” e consolidate quelle che nacquero con il turismo negli anni ’80. E forse manca una struttura “di riferimento” sull’altissimo livello da utilizzare come linea guida per migliorare in proporzione il resto del comparto.

Giovanni CimminoGiovanni Cimmino, (Terre di confine – Primarete Salerno)

La Tunisia: un “futuro” (economico) per noi adv e per loro!

Abbiamo proposto la Tunisia per 10 anni con tutti gli aspetti che la caratterizzano, dal facile binomio sole/mare al fuoristrada dalla cultura alla storia al deserto. Oggi le persone influenzate dai fatti, ma credo soprattutto dalla continua all’erta mediatica, non la chiedono più, eppure è la destinazione perfetta. Il deserto ad esempio era un nostro cavallo di battaglia, con le notti ai campi tendati, la visita al lago salato di Chott el Jerid e tanto altro… Credo si debba riorganizzare il settore turismo in Tunisia, chi ci lavora deve riprendere l’abitudine ad accudire il turista, cosa in cui sono stati molto bravi in passato. Credo si dovrebbero spingere maggiormente il sud e le aree meno battute.

Romany AbdelmalakRomany Abdelmalak, Sorima viaggi, Ceggia (VE)

Anche la Fede con S.Agostino qui ha un suo percorso

Da 31 anni in Italia e da 20 agente di viaggio Romany vive lo stesso dramma della Tunisia nel suo paese natale, l’Egitto. «La Tunisia ha molto da offrire, compresa l’affabilità, cordialità, disponibilità della sua gente – spiega il suo punto di vista – sono ritmi diversi, i loro, ma la piacevolezza del paese compensa tutto. La caratura turistica è in miglioramento, e con poco più di quello che si pensa è possibile accedere anche a strutture di livello». Anche il turismo religioso-storico qui ha una meta interessante. S.Agostino era tunisino, per esempio, e «…credo che con l’aiuto dei media la Tunisia possa ricominciare un percorso turistico interessante. Ma sta a noi crederci. E questo viaggio è stata l’opportunità di toccare con mano».

Massimo Terracina