Sciamanin, quando l’agenzia non è una bottega ma un’impresa

sciamaninIl nome dell’agenzia si rifà al dialetto barese nel quale “Sciamanin” significa: ANDIAMO! Quale miglior nome per un’agenzia di viaggi? L’azienda di Angela ValenteLeonardo Garofoli nasce nel
2008 con uno spirito ben preciso: distinguersi rispetto all’agenzia di viaggio tradizionale ed uscire un po’ dagli schemi, per poter dare un servizio al cliente che possa differenziarsi dalla concorrenza.

«Mi piace sottolineare un concetto che vale per qualunque attività – spiega Angela Valente -: si esca dalla concezione di bottega per entrare in quello che siamo, prima di tutto, imprenditori. Nell’avviare l’azienda abbiamo come prima cosa analizzato e osservato il mercato, studiato la competizione locale ed il lavoro dei colleghi, analizzato la query e studiato la tipologia di clientela. In sintesi abbiamo carpito le “regole del gioco” nel quale inserirci».

L’associazionismo di categoria ha un peso per Valente, tanto che Sciamanin è parte attiva della Fiavet regionale, cui è iscritta.

Il valore del rapporto umano
sciamanin1«Per ciò che concerne il nostro rapporto con i to (che noi continuiamo a chiamare fornitori) ci sforziamo di sceglierli accuratamente privilegiando il rapporto umano, le condizioni, la territorialità e tanti altri aspetti “umani” – aggiunge Garofoli – non secondari nello svolgimento di un’attività sempre più complicata. E’ da qui che spunta il nostro spirito commerciale, il “cerchio magico”, che dopo anni di cammino e cambiamenti, si è fermato per mettere in pratica l’esperienza degli insegnamenti del passato ».

angela_valenteChi lavora nei due punti dell’agenzia (sia a Molfetta che a Bari) crede molto in questo settore: «Abbiamo scelto e lottato per lavorare nell’ambito del turismo, un ambiente pieno di avversità, ostilità spesso da parte dei competitor e colleghi che piuttosto che aggiornarsi, svecchiarsi, utilizzare la competizione come momento di crescita, vedono nelle nuove realtà emergenti e nel ruolo importante che riveste internet il loro avversario acerrimo – aggiunge Valente – invece che utilizzare il tutto quale stimolo e opportunità. Mi viene da pensare che sia più comodo così!».

«Per ciò che concerne il rapporto con la clientela, sappiamo benissimo che chi entra da noi per la prima volta si aspetta di essere trattato con la freddezza tipica dei centri commerciali, dove abbiamo le nostre agenzie: invece no, per noi la gentilezza e la cortesia sono fondamentali e già questo sorprende le persone, con musica sottofondo, sorriso e sobrietà, insomma avvolgiamo i clienti di attenzioni, senza perseguitarli – aggiunge Garofoli -. Chi prenota da Sciamanin sta spendendo denaro, risparmi e merita la nostra attenzione massima. Il cliente oggi deve vedere attraverso i social che ci rinnoviamo, che siamo in continuo movimento.

Tra tecnologia e valori tradizionali
Da poco è nata “l’app” in versione beta, ma presto definitiva e si spera darà i suoi risultati, che ci aiuterà attraverso il database alla classificazione dei clienti per poter inviare informazioni e novità mirate, categorizzate e leonardo_garofoliquindi fidelizzare il passeggero che deve sentirsi come di fronte a un consulente e non a un venditore di sogni. Abbiamo in programma altre nuove iniziative pur di sorprendere e stimolare la curiosità dei nostri passeggeri».

Il compito dell’agente di viaggio dei nostri anni è quello di tenere la testa alta, e non abbassata da ciò che circola su internet, deve credere nelle sue capacità, nel suo bagaglio di esperienza maturata in viaggio, (a questo servono i fam trip) in ciò che ha visitato, toccato con mano e soprattutto far confluire il tutto nel “consigliare” il prodotto giusto, non in base al prezzo, ma in base alle aspettative del cliente che ha davanti a sé (il web questo non lo farà mai!).
«I to attraverso il prezioso lavoro dei “commerciali” devono stare più per strada e ascoltare le istanze delle agenzie – conclude Garofoli – sembra una cosa scontata ma purtroppo non è così, consigli da dare…..avvicinarsi sempre di più alle agenzie per rafforzare il rapporto, anche umano».

Massimo Terracina