In viaggio con l’agente: la magia nascosta di Campeche

viaggioadvConoscere il Messico, in maniera approfondita, non è facile, ma il viaggio di familiarizzazione organizzato da
Idee per Viaggiare ha offerto un’ulteriore chiave di lettura sullo Yucatàn per non limitarsi all’aspetto legato al mare.
L’ingresso su Merida, con il nuovo volo AZ da Fiumicino su Mexico city, è stato un ottimo viatico per conoscere lo
stato dello Yucatàn, che dà il nome alla penisola, ma il trasferimento a Campeche, capitale dell’omonimo stato, si è
mostrato un “di più” di notevole entità. Il gruppo Meca, dmc che ha messo a disposizione ottime guide, anzi veri professori di archelogia, costumi, matematica, astronomia… (Hiparco Melendez ed Emanuel del Castillo, sotto la supervisione di Massimo Ariello) ha aggiunto “qualcosa” ad un itinerario di per sé accattivante e stupefacente.

«Ci si deve liberare dell’immagine limitativa dello Yucatàn solo “mar y playa” – commenta Sonja Radicevic, pm di IPV – e andare oltre, come abbiamo fatto in questo viaggio, esplorando Mérida e soprattutto Campeche, per scoprire le città costiere, la civiltà Maya e molto altro».viaggioadv2
Sulla strada fra Mérida e Campeche, dopo la sosta a Uxmal per visitare lo splendido sito, una sosta all’hacienda Ochil, per un pranzo in stile yucateco mostra la vita coloniale e prelude l’arrivo a Campeche, città adagiata sul golfo del Messico su una “laguna” calma e piatta.
Le molte attrattive della città vanno dalle due porte della fortificazione con il museo Baluarte de San Carlos, alla Calle 59, strada dove si svolge la vita notturna, fra localini e musica dal vivo, case multicolori, allegra e sicura, alla “Plaza Principal” dove campeggia la Cattedrale e, proiettato sui muri del “Palacio Centro Cultural” si può ammirare uno spettacolo di luci e suoni, “Celebramos Campeche” che ripercorre la storia della città farcita di pirati, corsari, bucanieri e filibsustieri, all’imbrunire, ogni sera. I dintorni propongono il villaggio di Hecelchakan famoso
per la chiesa, l’antico convento e il museo del “camino Real” e un mercato rionale davvero incantevole. E poi Becal, luogo noto perché a tutt’oggi nelle grotte umide, si producono i famosi cappelli di Panama, qui chiamati “jipijapa”.
Da non perdere la zona archeologica di Edzna, un gioiello poco battuto, ma dal grande fascino ancestrale.
Per terminare l’itinerario non può mancare una bella giornata di mare nell’immenso complesso Barcelò, a Puerto Aventuras (Quintana Roo) con i sui cinque hotel e il centro commerciale. Un bel bagno e via verso casa con un altro Messico negli occhi e, soprattutto, nel cuore.

Francesca Brandi, Sciamanin Viaggi – Bari
francesca_brandiCampeche: un’affascinante città coloniale tutta da vivere, dove fanno da padrone i vivaci colori delle case.
Una passeggiata serale nel centro storico permette di attraversare le due antiche porte d’accesso: la “Puerta de Tierra” e la “Puerta del Mar” rivolta verso il Golfo del Messico ed il suo, a tratti malinconico, “Malecon”. Le visite al museo della città, al Baluarte de san Carlos, al Parque Principal su cui si affaccia la maestosa Catedral de la Conception Inmaculada, sono tappe imperdibili. Anche lo spettacolo multimedia “Celebremos Campeche”, è assolutamente da non perdere perché rende perfettamente l’idea dell’alchimia di una città poco turistica, nell’accezione comune, ma che ha tanto da offrire a chi davvero “viaggia” per conoscere. Un esempio della magia della città è l’accogliente e suggestiva Hacienda Puerta Campeche, un Luxury Collection Hotel, dal sapore d’altri tempi. Campeche è una tappa che, credo, sia quasi imprescindibile, da consigliare a chi dal Messico non vuole solo “mar y playa”!

Davide Zizzi, Matmata Travel Montesilvano (Pe)davide_zizzi
Passeggiando per San Francisco de Campeche pare quasi di vivere nella Spagna del ‘600 La città è un vero e proprio baluardo dell’arte hispanico americana, un tempo fra questi vicoli si celavano storie di pirati e navigatori, il suo maestoso fortilizio delimita il barrio storico con le due imponenti sentinelle, la puerta del Mar a nord verso il golfo del Messico e quella de Tierra verso sud. Il suo centro è il punto nevralgico dove interagiscono alla perfezione cultura, arte, turismo. La ristorazione tipica, le botteghe, i localini all’aperto rendono la città amabile e rilassante.
E’ una meta assolutamente completa, consigliabile a chi desidera immergersi nella tradizione rilassante del Messico più autentico, quel Messico che non è solo da visitare ma anche da “amare”.

Tiziana Gandolfo, Grasso Viaggi – Catania
tiziana_gandolfoLa mia prima volta in Messico è stata sorprendente. Hocercato di dimenticare tutto quello che sapevo e mi sono lasciata guidare da Emanuel negli assaggi di cultura Maya, affascinanti e misteriosi, fatti di numeri e magia, magnificati nel sito archeologico di Ezdna. Assaggi della conquista spagnola che parlano di chiese e religione, con madonne che hanno saputo conquistare il cuore del “popolo” oggi venerate in piccole chiese e maestose cattedrali, hanno fatto da sfondo al mercato di Hecelchakan, per niente turistico, dove dalla frutta al peperoncino era tutto ” vero”. Il piatto forte, la città di Campeche: bella, colorata, accogliente.
Una realtà organizzata e in attesa di essere invasa dai turisti ancora poco presenti e attesi da ottimi ristoranti in dimore storiche, locali con musica dal vivo, hotel di qualità e boutique hotel con camere da sogno. Tutti dovrebbero andare in Messico almeno una volta nella vita…”Que Viva Mexico”!

Luca Forcina, Forcina Viaggi e Vacanze – Fondi (Lt)luca_forcina
Massimo Ariello responsabile del Gruppo Meca, vive più in Messico che in Italia. Nonostante tutto ancora non conosce completamente le realtà di un Paese così grande. «Il luogo che più mi è rimasto nel cuore è stato Campeche, in passato palcoscenico delle più cruente battaglie tra spagnoli, pirati e corsari, oggi angolo di quiete dove si respira il ritmo dell’atmosfera coloniale da godere senza frenesia. Campeche ti rapisce dal mix creato dai colori vivaci delle case e dal suono della musica che giunge dalle piazze, dai rossi tramonti godibili dal Malecon, dalla semplicità e dall’umiltà dei campechani e dalla profonda dignità dei messicani in generale, in un’atmosfera magica che ti attrae e non ti lascia più.
Purtroppo il turismo tende a fermarsi lungo la Riviera Maya e a toccare solo alcuni punti d’interesse di questo nostro
itinerario».

Massimo Terracina