I nuovi agenti di viaggio? Devono lavorare sulla “experience economy”

vr_agentiEsperienza. Questa è la parola magica attorno alla quale ruoterà il business degli agenti di viaggio nel prossimo futuro. Parola di Sabre, che attraverso un suo sondaggio a messo a fuoco quelle che sono le esigenze dei viaggiatori italiani e suggerisce caldamente agli agenti di viaggio di puntare sulla “experience economy”.

I dati della ricerca Sabre parlano chiaro: il 73% del campione è convinto che il viaggio sia un modo per incontrare nuova gente e nuove culture; il 72% sottoscrive anche l’opzione proposta dal sondaggio del viaggio come un modo per crescere, fare nuove esperienze e creare nuovi ricordi mentre solo il 3% si serve della definizione “il viaggio è solo un modo per andare da un posto all’altro”.

Esperienze quindi, meglio ancora se personalizzate.
Nell’analisi di Sabre è stato infatti chiesto agli intervistati cosa dovrebbe fare un’azienda della travel industry per personalizzare il viaggio: per il 62% degli intervistati la prima cosa è proporre opzioni aggiuntive per un’esperienza personalizzata, per il 19% è importante ricevere comunicazioni – neanche a dirlo – personalizzate, anche solo chiamando per nome il cliente, meglio ancora, per il 18% se le comunicazioni inviate sono già in linea con le abitudini del viaggiatore.

Essere sempre in contatto con i propri clienti è ormai un plus indispensabile.
Il 37% e il 35% preferiscono rispettivamente un contatto via messaggi e via app mentre la mail rimane la più gettonata, anche per la ricchezza di dettagli, prima scelta del 62% del campione.
Ultimo dato interessante, riguarda la realtà virtuale.
Sono tantissimi gli intervistati che inizierebbero ad assaporare il proprio viaggio con una piccola anticipazione tramite supporti per la Vr e il 78% dei rispondenti è convinto che sarà sempre più presente nella travel industry.

Ne è un esempio il lavoro di Msc Crociere (del quale se ne è parlato proprio su Travel Open Daily) e anche la stessa foto di questo articolo: si tratta infatti della dotazione già in uso in molte agenzie di viaggio Thomas Cook.

Un investimento, neanche più troppo costoso, che gli agenti potranno – e dovrebbero – fare, per restare al passo e continuare a soddisfare clienti.