Aleramicworld Tour: «Vi porto a scoprire le eccellenze del Monferrato»

Di necessità virtù e, quando la virtù è tanta la fortuna non può che assistere.
Questo in un mondo ideale, nel mondo reale occorre anche tanta tenacia e una forza di volontà “indistruttibile”, soprattutto se sei un agenti di viaggio con la vocazione del libero professionista e vuoi spingere un territorio ricco ma sconosciuto, come quello della provincia di Alessandria.

Si può riassumere così la vicenda professionale di Francesco Conta che con la sua Aleramicworld Tour sta lavorando su un progetto di incoming destinato a far parlare di sé.

Da Alessandria, verso il resto del mondo
«Dalla provincia di Alessandria si può andare ovunque – afferma con fierezza Conta -, il potenziale è enorme e purtroppo ancora sconosciuto ai circuiti turistici. Ma dal punto di vista naturalistico, vi sono rotte sentieristiche stupende, per tutti i livelli, da amatori ad esperti di trekking, così come per quanto riguarda la cultura o ancora l’enogastronomia, con le eccellenze del Monferrato».

Francesco ha rinunciato all’agenzia su strada da tempo e il suo lavoro è itinerante come i tour che propone. «Lavoro sempre, sette giorni su sette – racconta -. Quando non sono in giro per appuntamenti, sfrutto il week end per accompagnare in prima persona i gruppi».
Gruppi che vanno via via facendosi più numerosi e delineandosi verso una tipologia «più di viaggiatori che di turisti, che vogliono dedicarsi qualche giorno e amano il concetto dello slow tourism».

Ma i progetti dell’agente non si fermano di certo qua.
«Incontro associazioni, cral e pro loco – spiega Conta -. Dal punto di vista turistico siamo molto indietro, alle volte è complicato anche solo recuperare il materiale informativo. L’incoming in Piemonte non passa dalla nostra provincia e anche luoghi più blasonati, come le laghe e Alba, si muovono in autonomia».

Francesco Conta non demorde e sa dove mirare. «Per adesso lavoro solo per il mercato italiano ma entro la fine del 2017 sarò operativo anche in Nord Europa. Già lavoro con il mercato francese, dove lo slow tourism è una realtà ben più affermata».

Parallelamente l’agente cerca di fare gruppo con i colleghi della Penisola. «Anche in Italia ci sono gruppi di guide che si riuniscono per proporre itinerari del genere – osserva -, si vedono meno agenzie e operatori che lavorano in questa direzione. Nel mio piccolo cerco di fare networking con i colleghi, spiegando i punti di forza di questo tipo di lavoro».

Stefano Gianuario