La doppia anima di Mako Tour

Cristina Apuani è la titolare da 2 anni del t.o. Mako Tour, che è anche agenzia di viaggi. Dalla centralissima Via XX Settembre di Genova l’agenzia si rivolge ad un pubblico variegato, molto attento e che entra in agenzia dopo aver navigato su internet ed aver visitato altre agenzie. «Agli operatori chiediamo maggiore chiarezza nei prezzi – commenta Cristina – Dobbiamo poter offrire al cliente un prezzo finito e non da costruire, perché altrimenti il confronto con internet è tutto a sfavore delle agenzie di viaggio». Secondo Mako Tour è necessario che il t.o. già offra sin da subito all’adv un prezzo chiaro che altrimenti entrerebbe in contrasto con quello sicuramente più basso che lo stesso t.o. comunica al consumer per attirare l’attenzione.

«Spesso notiamo che i clienti pensano di fare un determinato viaggio con un budget non realistico – aggiunge l’agente -, forse proprio perché la giungla su internet è veramente fuorviante». Per questo è ancora più importante che l’operatore sia sintetico e chiaro nei confronti dell’adv che deve rispondere con rapidità al cliente. «In agenzia arrivano troppe offerte e promozioni – prosegue Apuani -. Meglio ottimizzare e mandare comunicazioni ad hoc».

Per quanto riguarda l’andamento del mercato e le richieste per la prossima stagione, Mako Tour mette in risalto ancora l’abitudine a prenotare sotto data. «Gli italiani prenotano all’ultimo momento – evidenzia Cristina – forse un po’ meno sotto data rispetto al passato, ma certo non scelgono l’early booking, a meno che non si tratti di viaggi di nozze».

Disponibilità a 360 gradi: per Mako Tour la parola d’ordine è flessibilità. Se il cliente vuole prenotare da solo l’aereo o il traghetto, Mako Tour si offre come supporto per la scelta dei servizi a terra. «Non solo – conclude Cristina -, ma per alcuni clienti, molti sono repeaters e magari non hanno tempo di visitare altre agenzie, diventa importante la nostra disponibilità ad offrire un servizio a domicilio. Un’attenzione in più molto apprezzata dalla clientela».

Maria Carniglia