L’agente di viaggi torna di moda: si chiama travel designer

L' agente di viaggi torna di gran moda: si chiama travel designerCome stanno le cose per la professione dell’agente di viaggi ce lo deve spiegare Vogue, la celebre rivista di moda e cultura che titola così: «Are We Witnessing the Return of the Travel Agent?». Come dire che l’agente di viaggi sta tornando di moda, e Vogue di moda se ne intende.
Su Vogue infatti Jenn Rice, giornalista del lifestyle, scrive che chi ha ritenuto la professione dell’agente di viaggi superata come quella del centralinista è ora che si ricreda. Perché negli Usa si afferma una nuova generazione di esperti, i ‘travel designer’ che superano di molto la basica organizzazione di voli, alloggio, escursioni. È gente che crea il viaggio impensabile per il cliente, figuriamoci prenotarlo sui grandi portali: roba per viaggiatori esperti, non per turisti.
Sono cose che molti agenti di viaggi hanno sempre fatto anche in Italia – difatto è un ritorno alle origini del turismo organizzato – ma che ora rispondono alla nicchia di mercato più solida, remunerativa e soprattutto in crescita, a volerla scovare.

L' agente di viaggi torna di gran moda: si chiama travel designer

L’eliski con ITKE

Vogue ha chiesto lumi a Lia Batkin, cofondatrice di In the Know Experiences,
impresa nata nel 2007 “Dopo un nostro disastroso viaggio in Argentina – si legge alla voce ‘about us’ – organizzato sul web. Quando abbiamo percepito il grande potenziale di mercato per un’offerta rivolta a un pubblico più giovane e esperto, in cerca di qualcosa di più che un volo e un hotel”. Il loro motto dice tutto: «Rendiamo possibile l’impossibile».

«Vedere il mondo prima che cambi»

«Il nostro cliente è uno che ora – dichiara Batkin – vuole vedere il mondo prima che cambi, perché sta cambiando in fretta. Vuole esperienze autentiche e uniche, per scoprire più a fondo le destinazioni mainstream, oppure luoghi inaccessibili senza una guida esperta». Qui cambia anche la definizione di lusso, perché questi viaggi sono spesso molto costosi, ma di lussuoso nel senso storico del termine hanno poco, perché alternano l’hotel 5 stelle con la migliore accoglienza locale, che spesso è piuttosto basica. Il punto ‘super-cool’ è fare cose inconsuete e belle, sconosciute ai più: quel che ti qualifica come ‘un vero viaggiatore’, ancorché organizzato da un travel designer.

L’Italia più di tutto

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Food Valley Travel, alla scoperta del gusto nel Polesine parmense

Rice fa un esempio che ci riguarda: «Così un pasto a Modena all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, tre stelle Michelin, nel progetto del travel designer dell’italiana Food Valley Travel si alternerà a una lezione per imparare a fare la pasta alla Boutique del Tortellino, semisconosciuto negozio locale di pasta fresca». E così via.
Perché questo nuovo travel designer, che non è un tour operator in senso classico, si affida moltissimo alle proprie relazioni personali, sia con la clientela che con i fornitori. Il lavoro organizzativo può essere lungo e molto impegnativo, perfino un paio di anni per un viaggio di alcuni mesi attraverso il Sudest asiatico, che includa ad esempio una cena privata allestita ad hoc fuori orario di visita tra i templi di Angkor Wat, in Cambogia.

«Quando parliamo con i clienti non descriviamo loro la destinazione, chiediamo cosa è che fa battere il loro cuore, perché sognano una certa meta, quali sono stati i momenti più belli dei loro viaggi precedenti»: lo spiega a Vogue Leila Al-Qattan, marketing manager di Jacada Travel (uffici a Londra, Hong Kong e Citta del Capo).  Dopodiché il travel designer rimane in contatto con il suo cliente per tutta la durata del viaggio – “magari vogliono spedire a casa qualche acquisto ingombrante”… – e anche oltre.

Prezzi, metodi e margini

L' agente di viaggi torna di gran moda: si chiama travel designer

Scuola di cucina in Liguria

Qui i prezzi salgono davvero, dai 7mila dollari a persona per 11 giorni di tour enogastronomico tra le vigne e le città australiane, fino ai 30mila per una settimana di giro in elicottero dell’Etiopia. Ma come si fa a lavorare così? Vogue scopre che molti agenti hanno vissuto nei luoghi che ‘vendono’, dove hanno amici e corrispondenti esperti, e molti sono specializzati su un particolare prodotto. Come Emanuela Raggio e Anna Merla di Beautiful Liguria, che in Riviera ci vivono. «Solo così – ha detto Raggio a Vogue – puoi proporre davvero qualità e autenticità, e puoi scovare sempre novità di valore».

E così i travel designer americani si affidano a colleghi peruviani, argentini, italiani, nativi di altre mete in tutto il mondo, altri grandi viaggiatori sperimentati sul campo.
Ancora Italia: Vogue cita anche Sapore Travel per un raffinato viaggio da enologo sulle tracce di un unico vitigno in Sicilia, immaginato dal fondatore James Imbriani. Food L' agente di viaggi torna di gran moda: si chiama travel designerValley Travel ha organizzato una visita dell’Antica Corte Pallavicina, nel Polesine di Parma, per vedere da vicino come si fa il culatello: 600 dollari per persona e sei mesi di lista di attesa. Ma sono piccolezze, in una lista di viaggi davvero straordinari, che in qualche caso arrivano a far chiudere le strade di un villaggio sul mare in Provenza per una festa di compleanno privata, con tanto di rally di auto d’epoca: a bordo gli chef, per un buffet diverso a ogni pit stop. Tutto creato dal travel designer, che qui diventa un event organizer. Ce n’è di quelli che raggiungono i clienti per un caffè lungo l’itinerario, fino in capo al mondo, tanto per capire se tutto va bene. Perché con quel tipo di budget si può fare anche questo.